Capitolo 30 La porta si chiude e il suono rimbomba nella stanza, la stessa in cui ho già cenato con Fenton tempo fa. Sembra esattamente la stessa, dall’arredamento alla cameriera che se ne è appena andata dopo aver lasciato dei piatti coperti di fronte a noi. Lo osservo attraverso il tavolo. Fenton mi sta valutando con il suo sguardo pensieroso, cercando di capire tutto quello che riesce dal mio atteggiamento. Mi chiedo che tipo di dati stia raccogliendo perché io stessa non capisco come mi sento o che cosa sto pensando. «Mi sei mancata» esordisce, le labbra piegate in un sorriso. «Inevitabile.» Lui scoppia a ridere e allunga la mano sul tavolo, piazzandola sulla mia. Mi accarezza le nocche con il pollice. È un gesto che mi fa stare bene, semplice e... giusto. Ma non posso affrettare

