Channelle
«Channelle?!»-salto sul letto, spalancando gli occhi all'improvviso quando la voce di mia sorella arriva dritto alle mie orecchie.
«I genitori di Henry stanno arrivando, alzati e preparati!»-continua a urlare come una pazza, per poi sbattere la porta della mia stanza prima ancora che possa svegliarmi del tutto.
Impreco a bassa voce quando prendo il telefono in mano per accenderlo e i miei occhi finiscono sull'orario segnato sullo schermo del mio telefono. Non ho mai dormito così tanto, anzi, non ho mai dormito di pomeriggio, ma appena faccio mente locale ed elaboro le parole di mia sorella, la mia espressione passa da confusa a scocciata in un batter d'occhio.
Una parte di me mi suggerisce di far finta di dormire e non presentarmi alla cena di stasera. Infondo non sarebbe la prima volta che lo faccio, dato che il mio ex non manca mai.
Chiudo gli occhi, gettando di nuovo la testa indietro sul letto, affrettandomi a coprirmi con la pesante coperta quando mi accorgo di avere solo l'intimo a fasciare le mie parti intime.
Arrossisco all'istante e mi prendo a schiaffi mentalmente appena mi accorgo dell'intimo che indosso da stamattina... e ogni settimana, di giovedì.
[inizio ricordi]
27/02/2020
«L'ho preso per te.»- sussurra vicino alle mie labbra, guardandomi dall'alto con una smorfia talmente maliziosa che non riesco a reggere il suo sguardo e abbasso la testa sul l'intimo rosso gettato sul mio letto.
«Indossalo, non ti farò del male. »-continua a rassicurarmi con un tono basso, mentre poggia le labbra sulla mia testa in segno di protezione, ma alle sue parole alzo la testa di scatto per dargli capire che i miei zigomi non sono rossi per la paura, ma per altro...
«Jason, io...» - inizio a balbettare con un tono insicuro, abbassando la testa di nuovo per la vergogna e guardando con la coda dell'occhio i collant a rete neri.
«Non so indossarli» - poggio la fronte contro il suo petto per non dargli la soddisfazione di vedermi in difficoltà, ma alle mie parole ridacchia tra i miei capelli, quasi intenerito dal mio atteggiamento, mentre strofino la testa contro il suo petto e mi lascio cullare dalle sue braccia:
«Allora ti aiuto, piccola.»-continua a sorridere tra i miei capelli, mentre cerca di assumere un tono seducente, ma non capisco che è serio fino al momento in cui le sue mani scivolano lungo la mia schiena per raggiungere l'orlo della mia felpa, per poi infilarsi sotto di essa e sfiorare la mia pelle bollente.
[fine ricordi]
Il cuore mi sale in gola e porto istintivamente il labbro inferiore tra i denti, mentre il mio sguardo finisce sul soffitto. Costringo me stessa a non perdermi nei ricordi, ma nel farlo, porto entrambe le braccia nude sotto la morbida e calda coperta, poggiando le mie esili dita sulla pancia. Rabbrividisco al tocco freddo delle mie mani ghiacciate contro la mia pelle calda, mentre deglutisco rumorosamente e faccio scivolare una mano tremante verso il pizzo nero delle mie mutandine, sforandolo delicatamente con il mignolo.
Al solo ricordo che ogni giovedì quel bastardo entrava nella mia stanza dal balcone, portando con se ogni volta un paio di lingerie nuovi per indossarmeli lui stessi, su questo letto e sotto queste coperte, mi fa venire la pelle d'oca.
Scuoto la testa all'istante quando il mio petto inizia a muoversi in modo irregolare, ritornando alla realtà prima di farmi soffocare di nuovo dal passato, quindi mi affretto ad allontanare le coperte dal mio corpo, per poi alzarmi in piedi senza pensarci due volte, sopportando il freddo della mia camera da letto e il vento che entra dalla finestra spalancata e si scontra con la mia pelle riscaldata dal sonno, mentre i miei lunghi capelli ondulati solleticano le mie spalle.
Spalanco le ante dell'armadio in cerca di una delle tante felpe nere, per poi affrettarmi a indossarla prima che mia sorella entri nella mia camera da letto e noti che ho addosso un intimo da prostituta.
Assumo una smorfia soddisfatta quando il mio sguardo finisce sulla tuta abbinata alla felpa, ma gonfio le guance di nuovo per la rabbia quando sento mia sorella chiamarmi di nuovo dall'altra parte della porta:
«Sono già arrivati, alzati!»- righia per l'ennesima volta, ma se solo Bartol ora non fosse il mio capo, non ci avrei pensato tanto prima di uscire da questa casa e farla cenare da sola con gli Adams.
Roteo gli occhi quando spalanca la porta senza nemmeno chiedere il permesso di entrare nella mia camera, ma appena i suoi occhi finiscono sulla mia figura la sua espressione passa da arrabbiata a... ancor più arrabbiata.
Le lancio una rapida occhiataccia prima che possa dire altro, al che stringe i denti furiosa, farfugliando un:
«Al mio matrimonio ti farò mettere una minigonna, Channelle.»
Non la lascio nemmeno finire che mi incammino fuori dalla mia stanza, sorpassandola con indifferenza, per poi indossare le mie pantofole dalla forma di elefante e avviarmi verso il soggiorno che profuma di cibi deliziosi, sicuramente non preparati da mia sorella, ma dalla vecchietta che vive affianco al nostro appartamento.
Ho smesso di dar retta alle parole di mia sorella nel momento in cui ho realizzato che provare a ribattere con lei mi porta solo a litigare.
Mi fermo al mio posto appena metto piede nell'ampio salotto della casa di mia sorella, mentre il sangue smette di scorrermi nelle vene quando mi rendo conto che gli Adams sono davvero già venuti, seduti intorno al gigantesco tavolo di legno scuro posto davanti al camino elettrico.
Separo leggermente le labbra per lo stupore e la vergogna allo stesso tempo, mentre sollevo una mano verso l'alto per portare una ciocca di capelli dietro l'orecchio timidamente.
«Buonasera.»-sussurro quando i loro occhi finiscono sulla mia figura, sforzando un sorriso a trentadue denti.
I miei muscoli si rilassano quando la suocera di mia sorella ricambia con un'espressione dolce, prendendo la parola per prima:
«Ciao, tesoro.»- inclina la testa di lato con espressione gentile, a differenza di Bartol, che evita di guardarmi e si limita a tirare una lunga occhiataccia a Jason.
Corrugo la fronte al suo gesto, mentre sposto lo sguardo da Bartol al figlio, avvisandomi verso il tavolo lentamente.
Deglutisco il groppo alla gola con fatica quando mi accorgo che il mio ex non mi degna di un'occhiata. Jason è seduto affianco a suo fratello, ma la sua attenzione è catturata dal cellulare che stringe tra le dita sotto il tavolo, digitando qualcosa sullo schermo.
«Siediti tra Henry e la madre, sbrigati.»-sobbalzo quando sento sussurrare mia sorella alle spalle, ma non faccio nemmeno in tempo ad accorgermi della sua presenza che la vedo sorpassarmi per raggiungere la sedia vuota vicino al suo futuro marito.
La maledico mentalmente quando mi rendo conto che il mio posto è proprio di fronte a quel bastardo che presto diventerà mio cognato.
Sembra che lo facciano apposta a farmi capitare in un modo o nell'altro vicino a questo stronzo, ma cerco di convincere me stessa che filerà tutto liscio, soprattutto grazie a Jason che sembra non essersi nemmeno accorto della mia presenza, figuriamoci se ha intenzione di rivolgermi la parola.
I miei piedi si muovono lentamente verso il tavolo, mentre seguo con la cosa dell'occhio mia sorella spostare più volte lo sguardo tra me e il fratello di Henry.
Nemmeno mia sorella ha mai avuto una grande simpatia per Jason, anzi, ha sempre cercato di farmi ragionare sul fatto che non è l'uomo giusto per me, vantandosi del fatto che il suo fidanzato, a differenza del fratello, è un avvocato responsabile e di tanto successo che i due hanno fatto un calendario del sesso per farlo solo quando Henry è libero.
Devo ammettere, però che mia sorella ha spesso ragione. Ha avuto ragione su Jason e ha ragione anche nel dirmi che mi devo abituare alla sua presenza, dato che mia sorella e suo fratello presto diventeranno marito e moglie.
«Ora che la bella addormentata è tra noi...»-roteo gli occhi quando Henry inizia a punzecchiarmi come al solito, facendomi un'occhilino prima di riprendere il suo discorso, sollevando un bicchiere di vino bianco in aria per fare brindisi:
«... brindiamo a lei e al suo nuovo lavoro.»- conclude con un tono così orgoglioso che mi sembra di sentire parlare il padre che non ho mai avuto.
Le mie guance iniziano a surriscaldarsi rapidamente, portandomi a stringere tra i denti l'angolo della bocca delicatamente.
«Che la piccola Channelle possa brillare sempre.»-aggiunge subito dopo il signor Bartol, sul volto del quale finalmente compare un sorriso,, ma non faccio in tempo a dire 'grazie' che sua moglie prende subito la parola:
«E trovare qualcuno che ti meriti.» - dice con un tono alto e soddisfatto, consapevole del fatto che di fronte a me c'è il mio ex, nonché suo figlio, che a differenza della sottoscritta non muove un ciglio e continua a rimanere impassibile a tutto, mentre le mie guance continuano a surriscaldarsi e non trovo il coraggio di aprire bocca prima che la madre di Jason riprenda a parlare :
«Salute!» - solleva in alto il bicchiere mezzo colmo di liquido trasparente, imitando il gesto di Henry e Bartol, mentre Jason continua a fissare lo schermo del suo aggeggio come se tutto il resto non gli interessasse. Probabilmente sta scambiando messaggi con Sharon, o una delle tante altre che gli ronzano intorno. Affondo le dita della mano nel tessuto del mio pigiama per il fastidio e la mancanza di rispetto, come se non me lo aspettassi da questo puttaniere.
«A proposito, cara.»- di nuovo la madre di Jason non mi dà modo di prendere la parola, lanciando una rapida occhiata al figlio di fronte prima di riprendere a guardarmi negli occhi e portare la forchetta all'altezza della bocca.
«C'è già qualcun altro nella tua vita?»-chiede spudoratamente, poggiando subito dopo una mano sotto il mento, come se non fosse la madre del mio ex.
Le mie mani iniziano a sudare quando le sue parole arrivano dritte al mio orecchie, ma prima di aprire bocca mi affretto a sollevare gli occhi verso l'uomo di fronte a me, che continua a giocherellare col suo telefono e fingere che io non esisti.
Stringo il tessuto della mia felpa tra le dita sotto il tavolo, seguendo i lineamenti rilassati del bastardo per capire che è del tutto assente mentre probabilmente scambia messaggi con la sua Sharon.
È così tranquillo che sono costretta a mordere l'interno della guancia per non saltargli addosso e prenderlo a schiaffi davanti ai suoi genitori.
Infondo per lui sono stata solo un passatempo, anche se la nostra è stata una storia durata anni.
Si è stancato di me così presto che non ci ha messo molto a sostituirmi con un'altra donna, completamente diversa da me con i suoi due metri di altezza e il fisico mozzafiato che lascia sempre per metà allo scoperto.
«Sì.»-affermo con una voce fievole, per poi girare la testa verso la madre di Jason, rimasta con la forchetta a mezz'aria per lo stupore, mentre sento mia sorella strozzarsi con il vino alle spalle, ma prima che chiunque di loro possa dire altro e che io stessa possa pentirmene, mi affretto a concludere con un tono sicuro:
«Mi sto sentendo con qualcuno.»-mi schiarisco la voce, cercando di assumere un'espressione il più naturale possibile, ma le mie mani iniziano a tremare quando il bastardo di fronte a me alza la testa di scatto, incrociando i suoi maledetti occhi scuri con i miei, mentre alcune ciocche del suo ciuffo scuro ricadono sulla sua fronte, nascondendo una grossa vena che diventa pian piano evidente, mentre i muscoli del suo collo si allargano e aderiscono alla maglia nera che nasconde il suo petto.
Il mio battito cardiaco accelera quando le sue pozzanghere già nere diventano molto più scure, senza distoglierle dalle mie e facendomi pentire per un attimo di aver mentito spudoratamente davanti a tutti:
«Stai scherzando, sorellina?»- il tono ironico di mia sorella arriva alle mie orecchie così basso che mi sembra si trovi a chilometri di distanza da me, anche se so che lo fa apposta per farmi ritornare alla realtà, ma le parole sembrano essersi bloccate nella mia gola mentre provo ad aprire bocca per ritirare quello che ho detto, senza riuscire a distogliere gli occhi dallo sguardo omicida dell'uomo di fronte a me, corrugando la fronte quando realizzo che si è dimenticato del tutto del telefono che continua a tenere tra le dita sotto il tavolo.
Non mi ha degnato di un'occhiata dal momento in cui ho messo piede in questo soggiorno, ma appena ha sentito che l'ho sostituito con un altro si è dimenticato di tutto il resto per incenerirmi con il suo maledetto sguardo.
La mia espressuone passa da confusa a seria lentamente, mentre realizzo la reazione che il mio ex ha appena avuto nel sentire che nella mia vita ora c'è un altro uomo, il che mi porta ad alzare leggermente il mento e affermare con un tono serio, continuando a sorreggere lo sguardo dell'uomo di fronte a me:
«Non sto scherzando, Meddie.»
????
Se il capitolo vi è piaciuto, vi prego di seguirmi su i********: per lo spoiler del prossimo capitolo ❤️
Instagram: ema_8570