Fifteenth 01/04/2020

2212 Words
Channelle Se potessi guardarmi allo specchio, so che le mie guance saranno più rosse delle fiamme del camino elettrico di fronte al divano a 'U' del grosso soggiorno di Jason. Maldico mentalmente quel bastardo per avermi portato qui e avermi lasciato abbracciarlo nell'esatto momento in cui sua madre ha deciso di fargli visita. Non so se la visita della donna ora seduta di fronte a me sia stata una coincidenza o se Bartol le ha detto di venire a controllare che suo figlio non mi abbia ammazzata, fatto sta che lei è l'ultima persona che doveva guardarci in quella maledetta posizione. Non so perché l'ho lasciato stringermi tra le braccia come ha fatto poco fa e come non ha mai fatto prima d'ora, ma ogni singolo neurone del mio cervello ha smesso di funzionare quando mi ha accollata al suo corpo. L'ho baciato, maledizione! Ho baciato Jason anche dopo essermi promessa di non rivolhergli più la parola, altro che abbracciarlo o attaccarmi alle sue labbra. Solo ora mi rendo conto del danno che ho fatto, ora che mi sono impossessata del maledetto sapore della sua bocca e che so che non andrà via per molto tempo. Mi sembra di avere ancora le labbra gonfie per il modo in cui le ha risucchiate, come se volesse mangiarle mentre le afferrava tra i denti. Al solo pensiero mi affretto a passare la lingua sul labbro inferiore per accertamenti che non siano calde e rosse davanti allo sguardo attento di sua madre, ma nel farlo la sensazione del metallo freddo del suo piercing che accarezza la mia bocca ritorna alla mia mente. Se da un lato vorrei scavarmi una fossa per essermi lasciata andare, dall'altra maledico mentalmente Jason per aver ricambiato. Sono più che certa che lo ha fatto solo per pietà. Non dovevo piangere davanti a lui come una bambina, maledizione! Non dovevo farmi trascinare da lui fino a qui, per poi arrossire davanti allo sguardo malizioso della madre di Jason. «Dunque, Channelle...»-alzo la testa di scatto per incrociare il suo sguardo quando la sento iniziare a parlare, mentre sposta più volte lo sguardo da me a suo figlio, in piedi e poggiato con una spalla a una delle colonne che attraversano il salone, mentre solleva il braccio per portarsi la bottiglietta di birra alle labbra. «Come va con il nuovo fidanzato?»-chiede spudoratamente con un sorriso sulle labbra, facendo dilatare le mie pupille appena analizzo le sue parole, mentre con la coda dell'occhio noto che Jason solleva un angolo della bocca verso l'alto, palesemente divertito dal fatto che sua madre mi sta mettendo a disagio, piuttosto che essere disposto a tirarmi fuori dalla situazione. Lo incenerisco con lo sguardo mentre lo vedo poggiare una spalla al pilastro che collega la cucina al salone, infilando le dita di una mano nelle tasche anteriori dei jeans, mentre con l'altra stringe una bottiglietta di vetro tra le dita. «In parte lo avevo capito, sai?»-dice subito dopo, cercando di trattenersi una risata mentre si volta verso suo figlio lentamente. «Da quando ho trovato sotto il tuo cuscino una foto di Channelle. »-si rivolge al mio ex con lo stesso sguardo pieno di malizia, costringendomi a spostare la testa dalla donna di fronte a me alla figura di Jason all'istante, separando le labbra per lo stupore e chiedendomi se sua madre prendendo in giro entrambi o intenda davvero ciò che ha detto. Una mia foto... Sotto il cuscino? «Vestita da sposa.»-conclude soddisfatta quando ogni singolo muscolo del corpo di Jason si gonfia visibilmente, mentre fissa la madre da lontano prima con un'espressione allarmata, poi talmente incazzata che la donna distoglie lo sguardo dal suo per riportarlo nel mio, ma le mie pupille rimangono incollate a quelle di Jason con il cuore che smette di battere per un tempo indefinito. Non so come abbia potuto avere la foto che mi ha scattato Kristen, ma ciò che mi fa fermare il sangue nelle vene è il perché tenga la mia foto nella sua camera da letto. La sua espressione è così severa che sembra voler intimorire pure la sottoscritta senza motivo, ma prima che io o la madre possiamo aprire bocca, si affretta a raddrizzare la schiena e staccarsi dal pilastro : «Noi andiamo!»-alza il tono della voce con rabbia, mentre lascia la bottiglietta di birra sul marmo della cucina al suo fianco, per poi avviarsi nella mia direzione con le dita impugnate in due pugni stretti ai lati dei suoi fianchi. Al suo tono severo il sorriso che inizia a formarsi sulle mie labbra si spegne lentamente per la delusione. Non che abbia veramente pensato di trasferirmi in questa casa, non lo farei nemmeno se tra me e Jason le cose si risolvessero, ma il fatto che abbia cambiato idea così in fretta mi fa capire che la sua non era una proposta seria. «Dove?»-ringrazio mentalmente la donna di fronte a me, che mi anticipa con un tono allarmato, come se anche lei si fosse resa conto del cambiamento repentino d'umore di suo figlio. «A prendere le valige di Channelle, madre.»-risponde dopo un paio di secondi tra i denti, facendomi raddrizzare la schiena quando lo vedo avversarsi verso il portone. Se prima ero delusa, ora sono terrorizzata che mi costringa davvero a vivere qui con lui. Lancio una rapida occhiata alla moglie di Bartol per scusarmi con lei, ma allo stesso tempo per farle capire quanto mi stia mettendo in difficoltà suo figlio, ma sobbalzo quando la voce di Jason echeggia nel soggiorno della sua grande casa: «Alza il culo!»-urla alle mie spalle, per poi spalancare il portone metallico con rabbia, ma invece di chiedere aiuto a sua madre di tirarmi fuori dalla situazione, mi alzo in piedi lentamente, così perplessa che mi limito ad alzare il mento in segno di saluto verso la donna di fronte a me, che mi guarda con un misto di preoccupazione e soddisfazione allo stesso tempo. Mordo l'interno della guancia e seguo i passi di Jason verso l'uscita, guardando le sue spalle larghe contrarsi a ogni singolo passo che fa verso la sua Land Rover. Ingoio più volte la saliva e sento le dita iniziare a tremare, prendendomi a schiaffi mentalmente per non trovare il coraggio di aprire bocca. È stato solo un abbraccio per dirgli quanto mi ha fatto del male, non per dargli più sicurezza e pensare che ora davvero mi trasferisca in questa casa. Ma il bacio perché glielo dato?! Come diamine faccio a giustificarmi per tenerlo lontano, o anche solo far finta di nulla dopo averlo sentito genere contro la mia bocca? Mi schiaffeggio mentalmente per il mio stupido gesto infantile, non sapemdo se devo prima preoccuparmi che lo dica in giro e che lo venga a sapere Maddie o sentirmi in colpa per aver baciato un uomo fidanzato con un'altra, pur sapendo che infondo non è solo colpa mia. È così lunatico che fino a ieri diceva di odiarmi, oggi invece, solo perché si è messo in testa che non sono capace di difendermi da sola, pur essendo semplicemente caduta dalle scale e non essendoci nessuno che possa farmi del male, vuole costringermi a portare la mia robba casa sua. Ha una fidanzata, maledizione! Se Sharon lo venisse a sapere sono sicura che se la prenderebbe con me, non con Jason, anche se finora non mi ha mai infastidito, oltre a inviarmi occhiatacce continue ogni volta che fa visita al mio ex nel suo ufficio. Sbatto la portiera con più forza di quanto avrei voluto, prendendo posto affianco a Jason e aspettando che accenda la macchina per inventarmi una qualsiasi scusa pur di non vivere nella sua villa. Non mi sono mai piaciute le grandi case, quelle spaziose come la casa di Jason, con le mattonelle così bianche e lucide che mi sembra di camminare sugli specchi. Volevo una casa piccola per me e Jason, quando ci siamo messi insieme, una con camino che ci potesse riscaldare d'inverno e un piccolo divano davanti, così che appena tornata dal lavoro potevo addormentarmi abbracciata a lui e stretta ai suoi addominali, sotto un paio di coperte pesanti. [ricordi] 01/04/2020 «Quindi ti piace?»-lo sento sussurrare vicino al mio orecchio, mentre afferra la coperta pesante con una mano per coprire il mio corpo. Ho sempre preferito le case piccole in confronto alle ville in cui è abituato a vivere Jason, ma averlo qui con me in questo momento, sdraiati su un divano mentre mi accoccolo tra le sue braccia, mi sembra di essere vissuta in questa casa da anni. [fine ricordi] Le mie pupille si dilatano quando mi accorgo di esserci avvicinati al mio quartiere, mentre socchiudo gli occhi per guardare oltre il vetro del finestrino bagnato, spalancando la bocca: «Come fai a sapere dove abito?» Il cuore mi sale in gola quando ferma la macchina proprio di fronte al mio appartamento, mentre sposto più volte gli occhi dalla mia nuova casa verso il suo profilo, stringendo i denti quando mi accorgo che non ha intenzione di aprire bocca per spiegarmi. Non solo nasconde una mia foto sotto il suo cuscino, ma sa anche dove si trova il mio condominio. Porto una ciocca di capelli dietro l'orecchio, continuando a fissarlo insistentemente per costruingerlo ad aprire bocca, ma un gemito di rabbia esce dalla mie labbra quando mi volta spudoratamente le spalle ed scende dalla sua auto, dopo averla parcheggiata proprio affianco alla mia. Una parte di me inizia davvero a temere che il mio ex mi abbia stalkerato, ma so anche che mi odia abbastanza da non interessarsi della mia vita. «Dove stai andando!?»-alzo la voce quando noto che si sta incamminando verso l'ingresso del condominio, mentre sbatto la portiera alle spalle e lo seguo a passo felpato, sbuffando con un'espressione scocciata in viso. Ci manca solo che sappia anche la porta del mio appartamento! Avevo deciso di trasferirmi non solo per ritrovare i miei genitori, ma anche per non essere costretta a sopportarlo ogni volta che lui e la sua famiglia venivano a cenare a casa di mia sorella. Volevi stargli il più possibile alla larga, ma ci avrei pensato molto più a lungo a trasferirmi se avessi saputo che avrebbe reagito da un maledetto lunatico che un giorno mi minaccia di stare lontano dalla sua azienda e l'altro mi costringe a vivere nella villa che un tempo era casa nostra. «Non verrò con te, Jason!»-mi affretto a sorpassarlo per piazzarmi di fronte a lui e impedirgli di salire le scale, mentre abbasso il tono di voce per non farmi sentire dai miei vicini di casa, anche se non pare esserci nessuno nei dintorni. «Continuerò a vivere qui.»-mi soffermo su ogni singola parola, salendo sul primo gradino, anche se sono talmente bassa nei suoi confronti che sono costretta lo stesso ad alzare la testa per guardarlo negli occhi, mentre cerco di non farmi distrarre dal modo in cui il suo sguardo si sposta di miei occhi alle mie labbra: «Prendi quello che ti serve.»-il suo tono freddo mi fa venire i brividi, mentre stringo le dita in due pugni quando lo sento continuare con la stessa voce convinta: «Dormirai nella mia camera da letto.»-dice, ma non lo lascio finire che gli punto l'indice contro, sputando acida per farlo ritornare alla realtà e fargli capire che non sono più la sua fidanzata: «Non dormirò sullo stesso letto in cui hai scopato con Sharon...»-gli ricordo con gli occhi che iniziano ad appesantirsi e con la vista che diventa offuscata mentre cerco con tutta me stessa di non versare lacrime davanti allo stronzo che mi ritrovo di fronte, trovando il coraggio di continuare appena vedo la sua espressione passare da infuriata a seria, quasi intenerito dallo stato in cui mi trovo: «... quando stavamo ancora insieme.»-aggiungo dopo un paio di secondi con una voce tremante, vedendolo aprire bocca per ribattere, per poi premere di nuovo le labbra carnose tra di loro, come se non trovasse nulla da dire per giustificarsi e finalmente capisse il motivo per cui mi viene la nausea ogni volta che metto piede in quel posto. «C'è qualche problema, ragazzo?»-salto sul posto, affrettandomi a portare l'indice sulla guancia per asciugare una lacrima scappata sotto lo sguardo attento e perplesso di Jason, ma al richiamo dell'uomo alle mie spalle, alza la testa di scatto alle mie spalle, costringendomi a imitarlo subito dopo, per accorgermi che si tratta dell'uomo misterioso che stamattina mi ha aiutato a sollevare lo scatolone. Deglutisco rumorosamente quando mi accorgo che la sua espressione è tutt'altro che amichevole, mentre continua a fissare Jason, che a sua volta assume una smorfia infastidita per far capire allo sconosciuto di non immischiarsi, ma appena mi accorgo che serra la mascella e fa per mandare a quel paese l'uomo alle mie spalle, mi affretto a ribattere senza pelo sulla lingua: «Vattene!»-sussurro a due millimetri dalle sue labbra, costringendolo a incrociare di nuovo i miei occhi con le sue pozzanghere, molto più scure di dieci secondi fa, mentre mi incenerrisce con lo sguardo, spostando più volte le pupille da me all'uomo alle mie spalle, prima di fare un passo indietro e lasciarmi pietrificata sul posto, a fissare le sue spalle larghe appena si volta per allontanarsi sempre di più da me. Se il capitolo vi è piaciuto ❤️❤️ seguitemi su i********:: ema_8570
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