14Il mostro ripugnante “Io, in televisione?” dico. Ribò, al suo solito, non mi risponde e si limita a scrollare un poco la testa. Siamo qui, seduti sotto la pietra sporgente da almeno due ore e io non sono ancora in grado di uscire dal mio nascondiglio. Il sole è ormai tramontato, il mio sangue ha ripreso a circolare, ma ogni movimento mi costa dolori acuti e fitte insopportabili a causa delle ustioni che il sole mi ha lasciato sulla carcassa. E nonostante la tortura faccio fatica a stare sveglio. Devo avere la febbre. Adesso è buio e la temperatura si sta abbassando. Ribò dice che fra poco, quando l’aria sarà del tutto fresca, potrò muovermi senza soffrire troppo. Ce ne stiamo in silenzio nel mio anfratto come se fossimo due uomini delle caverne. Io, almeno, mi paragono a quelli, dato

