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1937 Words

28La gioia di non esistere Non sapevo che fosse così bello non esistere. O meglio, ignoravo la bellezza di esistere in una forma fittizia, clandestina. Ribò ha preso una stanza per me, qui, al terzo piano dell’hotel Alpi, dietro piazza Vittorio, a due passi da casa sua. Ha fatto tutto lui, prenotazione e chiacchiere alla reception, dato che io non sono mai stato in un albergo e non saprei da che parte cominciare. Entrando, ho indicato con il dito la gola protetta dalla sciarpa di lino e ho sussurrato la parola tracheite. Così, eccomi qua, per la seconda notte consecutiva, in una camera d’albergo, nei panni di Lamberto Mangiacrudo, svizzero, rappresentante di vini e in viaggio per lavoro. Mi procura una specie di estasi, che non riesco nemmeno a collocare in una parte precisa del corpo

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