Fece quanto le avevo ordinato, con il respiro più affannoso a causa dell’eccitazione. Si aspettava una bella scopata vigorosa, ed era esattamente ciò che avrebbe avuto. Presi il barattolo dell’olio e ci intinsi le dita prima di spargerlo abbondantemente sulla fessura tra le sue natiche arrossate. Ansimò, si irrigidì e si allontanò. Le diedi uno schiaffo sul fianco. «No, culo in alto. Le cattive ragazze si fanno scopare il sedere con forza.» La confusione felice svanì, lei si oppose e cercò di sfuggire al tocco. Così, le strinsi i fianchi e la tirai indietro,verso di me. Samuel si accovacciò di fronte a lei, spostandole i capelli dal viso e parlandole dolcemente: «Ti sei comportata così bene», la lodò. «Sai che non ti faremo mai del male, sì? Ma questo dobbiamo rivendicarlo.» Mi lanciò

