Il demone era a pochi passi dalla statua e aveva la mano tesa verso di essa. Dal ghigno malvagio sul suo volto Tasuki capì che, se avesse attraversato il Cuore del Tempo, si sarebbe scatenato il caos. Poi si accorse che il demone stava correndo ma non si muoveva di un millimetro... quasi come un personaggio dei cartoni animati che corre da fermo e cerca di prendere qualcosa a cui non arriva. Fu in quel momento che Tasuki sentì una lieve spinta mentre l’aria iniziava a muoversi verso Shinbe, e il disco si librò davanti alla sua mano. Gli ricordava la sensazione che si prova avvicinando un aspirapolvere alla propria pelle. Il demone si guardò indietro e, vedendo cosa c’era, spalancò gli occhi. La spinta s’intensificò, facendo lo sgambetto alla creatura che, ancora una volta, cadde a faccia

