1. L’umidità della sera si alzava dall’acqua in volute simili a vapore. Ma l’aspetto ingannava e quella nebbia biancastra non era calda per nulla. Ti entrava nelle ossa, facendoti rabbrividire fino al midollo. Il mio barchino avanzava con il motore al minimo lungo il Rio degli Schiavi, lo stretto canale che da Mariner portava fin quasi sul Canale dei Re. Davanti a me si apriva il largo braccio curvo del Lethe, la corrente che attraversava la laguna come un fiume tiepido. I palazzi sorgevano neri dalle acque, nella luce incerta della sera, simili a mausolei dallo splendore ormai perduto. Il marmo che un tempo li rivestiva era da anni coperto di muschio scuro, dove le maree avevano lasciato il segno, e di rampicanti, sporco e crepe nella parte emersa. Le elaborate decorazioni, i bassorili

