24. Eccola, la vedo: la torre di raffreddamento della centrale elettrica. È notte, la torcia è quasi scarica e i miei occhi sono stanchi, perciò non riesco a capire se il nascondiglio di foglie sotto il quale riposa Veil sia ancora lì. Nonostante il dolore e la stanchezza, mi metto a correre, seguita dall’Urgor. Non vedo nulla: se n’è andato? Si è dissolto nel vento? È davvero finita così? Mi arrampico sulla torre, non sento più il dolore, non riesco quasi a respirare. E poi lo vedo: è ancora lì, non sembra essersi mosso durante la mia assenza. Mi avvicino, più veloce che posso. “Dio, è la sola cosa bella di questo mondo” penso. “Non posso perderlo”. «Demone! Aiutami, dobbiamo dargli l’antidoto». L’Urgor si avvicina, gli occhi fissi su Veil. Ha un sorriso enigmatico. «Un Thulir» mor

