Chapter 37

1112 Words

35. Le parole hanno un’anima. Quelle con l’anima più profonda sono i nomi. Veil vuol dire “odiato”, Hal significa “luce”. Il mio, Isy, non vuol dire niente, eppure era il nome che mia madre e mio padre avevano scelto per me, perché contenesse la gioia del futuro. Le parole hanno un’anima. A volte serena, a volte triste. “Abbandonato” è una parola triste, per esempio. Quando la sento, mi viene voglia di chiudere gli occhi e mormorare una preghiera. “Abbandonato” non vuol dire morto. Le cose morte hanno vissuto la loro vita, breve o lunga, e poi sono finite. Le cose abbandonate, invece, non sono mai morte. Sono rimaste lì, a consumarsi, giorno dopo giorno, solo perché qualcuno le ha lasciate indietro. Mutilate, tristi, senza futuro: continuano a vivere nella desolazione, in attesa, come l’

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