37. La fucina del villaggio è minuscola, rispetto a quella in cui sono stata l’ultima volta. L’uomo che la gestisce, però, non fa storie quando gli do i miei soldi: non mi ha riconosciuto, per lui sono solo una ragazza che viaggia col suo schiavo Urgor e ha bisogno di protezione. È gentile con me, perché sono una cacciatrice, una persona che libera il mondo dai demoni. Mi fa entrare nella cella. «C’è tutto quello di cui hai bisogno» mi dice, prima di andare. «Se hai bisogno di me, sono di là, col tuo Urgor». Il tuo Urgor. Annuisco. Sono una bugiarda, indosso una maschera. È buffo: l’unico essere che riesce a far sopravvivere la mia vera natura, la mia umanità, è un demone del vento. Poso lo zaino per terra, sfodero l’Assetato. Mi avvicino alla fornace: è già pronta. Le fiamme blu e

