Venti minuti dopo, è qui. Una ragazza. Giovane. Bella. Volgare. Una call-girl. Non la prima. Non l'ultima. La faccio entrare. La guardo. Ha dei grandi occhi impauriti, un corpo che offre senza davvero darlo, delle labbra che sorridono ma tremano un po'. — Sai cosa devi fare? — Sì. — Allora fallo. Si avvicina. Appoggia le mani sul mio petto. Mi bacia. Le sue labbra sono molli, senza passione, senza vita. Non mi importa. Non voglio passione. Voglio carne. Voglio corpo. Voglio prendere. L'afferro per i capelli. La tiro verso il divano. La butto sopra. Non resiste. Sa che non deve resistere. È pagata per non resistere. Le strappo il vestito. Il tessuto cede con un rumore soddisfacente. I suoi seni appaiono, sodi, offerti. Li mordo. Lei geme. Non di piacere. Di dolore. Perfetto. La rigir

