48° kimono e katana Quando Alex Rambaldi apre la porta di casa, tendente allo sbronzo, la fioca lama di luce che si irradia dall’interno gli annuncia che qualcuno lo sta aspettando sveglio. Mentre un importuno brusio televisivo fa da sottofondo alla convinzione di non essere solo, Alex deposita le chiavi nella ciotola a questo destinata, rassegnato ormai a fronteggiare un ineludibile carico di reprimende. Semidistesa sul divano del soggiorno c’è infatti lei, ancora sveglia, avvolta in uno strano manto piuttosto sgargiante, il telecomando stretto nel pugno e la tivù accesa a tenerle compagnia. «Ti sembra l’ora di tornare?» lo rimprovera la mamma come farebbe con un figlio adolescente, anche se la madre di un adolescente occidentale non sarebbe intabarrata in un kimono rosso dai motivi f

