17° tinteggiare, truccare, pitturare La fine di ciò che voglio, l’inizio di ciò che sono. Arreso su una sedia a sdraio, braccio al collo e telefono all’orecchio, dal terrazzo osservo gli imbianchini che ritinteggiano il muro di cinta del mio giardino. Impegnandosi a farli sudare, il sole produce gli ultimi sforzi della giornata, nell’attesa di morire un’altra volta, rassegnato al funerale del tramonto. Sandra è in bagno a truccarsi. Si aggiusta per una serata tra amiche. Apericena, mi ha informato. Mattia è nella stanza dei giochi. L’ho visto entrarci armato di pennelli e vernici. «Qualcuno è venuto a saperlo, sicuro» dico a Giorgio al telefono. «E l’ha detto a loro, a quei bastardi.» L’aggressione di tre giorni fa è stata un’azione premeditata, non ho dubbi. Puzzava lontano un migli

