5. Los Angeles, 23 novembre 2012, ore 12.00 Il diner dove si doveva incontrare con il suo contatto non era niente di speciale. Vetrine trasparenti dal soffitto fino a terra, tavolini quadrati di formica bianca, seggiole di plastica imbottite. Ordinò del caffè e un toast e aspettò. Dieci minuti più tardi un uomo sulla venticinquina le si andò a sedere di fronte. «Nightfox?» chiese. «In persona. E tu devi essere Dingo». Era biondo e dai tratti affilati, e più che un cane della prateria sembrava un lupo giovane e affamato. «Come sta il capo?» chiese, subito dopo, il giovanotto. Belle colse qualcosa di particolare nel suo sguardo, un misto di invidia e riverenza che poteva essere pericoloso. E sfruttabile. «Bene» rispose, cauta. «Hai trovato la macchina, in aeroporto?» «Sì, grazie.

