CAPITOLO SETTE Sunny Mi sveglio per un rumore sferragliante e metallico fuori dalla roulotte. L’indolenzimento tra le gambe e il dolore della ferita alla spalla mi riportano tutto alla mente. Titus. Il mio lupo. Mi infilo un vestitino corto e sottile, con una stampa di rose, ed esco. L’aria ha ancora in sé la temperatura frizzante del mattino e l’odore di pino e salvia mi riempie le narici. Titus ha sollevato con il cric il mio mini-van e ha tolto i copertoni. “Buongiorno.” La mia voce è ancora roca, il che le dona una qualità seducente. Si volta a guardarmi, la sua espressione più morbida e dolce che mai. “Giorno a te, sole mio.” “Cosa stai facendo?” “Ti giro le gomme. Un copertone ha bisogno di essere gonfiato un po’. Posso farlo io la prossima volta che scendiamo in città.” “

