Capitolo 7 Primi giorni di aprile 1186, Faro di Messina, sponda calabra I soldati del Re si erano sistemati nelle case lasciate temporaneamente libere dagli abitanti del villaggio, i quali, più per paura delle sbronze di quegli uomini che per effettivo senso d’ospitalità, si erano rifugiati nel borgo di Fiumara28, a monte. In particolare, l’alloggio di Roberto era quello offerto dal taverniere. Il nobile palermitano dovette essere retto fino alla porta, poiché barcollava e rischiava di inciampare lungo la strada accidentata. Quando infine mise piede dentro, una candela era già stata accesa sul tavolo e l’icona della Vergine, inserita in una nicchia sul muro, era illuminata di tutto punto. «Giordano!» chiamò Roberto, credendo che il figlio lo stesse aspettando. «Voi!» esclamò poi rabbi


