Storia di Centazzo Roberto
author-avatar

Centazzo Roberto

bc
Giudice Toccalossi
Aggiornato il Mar 30, 2020, 19:46
Savona, centro storico: all’interno di un appartamento fatiscente di via dei Cassari, da sempre adibito ad alcova, una prostituta viene trovata morta, con il cranio fracassato. È il tredici dicembre, giorno della fiera di Santa Lucia. Dell’indagine se ne occupa direttamente il Procuratore della Repubblica, Lorenzo Toccalossi. La città, apparentemente calma e tranquilla, bacchettona e sonnolenta, addobbata a festa per il periodo natalizio, svela così i suoi misteri, che emergono da scottanti intercettazioni, una vita sommersa di traffici illeciti, di droga, di prostitute trattate come schiave e di clienti insospettabili. All’interno di questa indagine rigorosa e stringente, si colloca una vicenda apparentemente “estranea” e fuorviante: da un telefono pubblico, sottoposto ad intercettazione, ogni sera un uomo chiama la sua amante leggendole una poesia. Il Procuratore Toccalossi, sorpreso a letto con l’amante e cacciato di casa cinque anni prima dalla moglie Arlette, tornato nella città in cui ha trascorso parte della sua infanzia, dopo una vita passata in giro per l’Italia, ormai è solo e senza affetti; sulla via di un declino non solo professionale ma anche interiore fatto di sconforto e solitudine, si appassiona a questo “caso” nell’assurdo tentativo di impedire che quell’uomo sconosciuto e misterioso possa ripetere il suo stesso errore. E allora, sull’indagine principale, sulla ricerca dell’assassino, condotta con maestria e non priva di colpi di scena, se ne innesta un’altra, giocata sui sentimenti, nella convinzione che il destino delle persone si possa cambiare e che quando qualcosa si rompe, all’interno, sia necessario aggiustarlo. E non servono affatto gli strumenti giudiziari: per il delicato congegno delle emozioni, a volte ci vuole un meccanico, un meccanico dell’anima.
like
bc
Toccalossi e il boss Cardellino
Aggiornato il Mar 30, 2020, 19:46
Ferragosto: quale giorno migliore per iniziare a stilare una complessa requisitoria su un traffico di immigrati cinesi clandestini? L’ennesimo espediente di Toccalossi per procrastinare la partenza per le tanto detestate vacanze. Il maresciallo Centofanti, suo aiutante, non si tira indietro e resta a fargli compagnia, fotocopiando migliaia di fogli. Ma, a sera, la carta per le fotocopie è esaurita. Centofanti inizia a rovistare ovunque per trovarne un po’. In un cassetto rinviene per caso una foto che ritrae Toccalossi giovane: una foto del 1977 alla quale è pinzata una lettera, una missiva che inequivocabilmente sancisce la fine di una storia d’amore. Centofanti, incuriosito, cerca di saperne di più. Toccalossi lo accontenta raccontando con nostalgia la storia di quello scatto. Nella sua prima indagine si occupò di dare la caccia al boss Vito Cardella, in arte Cardellino, uno spaccone di periferia ambizioso e spregiudicato, desideroso di unirsi al clan dei marsigliesi per importare in Italia la droga. Un agosto insolito, passato in ufficio, tra ricordi, lavoro e imprevisti che fanno spostare ulteriormente (e con gioia) la data delle tanto bistrattate ferie.
like
bc
Toccalossi e il fascicolo del '44
Aggiornato il Mar 30, 2020, 19:46
E' appena passato Natale. Il Procuratore Toccalossi e gli uomini del capitano Maugeri potrebbero godersi un po’ di riposo e prepararsi alle vacanze di capodanno. Ma in Darsena una costosa barca viene incendiata la notte del 27 dicembre. Un’inchiesta fiacca che stenta a partire e che potrebbe non portare a nulla. Come l’altro caso a cui Toccalossi sta lavorando: un omicidio avvenuto nel 1944, alla fine della guerra. Un sergente della Divisione San Marco ha sparato a un soldato del suo reggimento, con una raffica di mitra. Il fascicolo, per una serie di meccanismi burocratici, è giunto sul suo tavolo sessant’anni dopo il fatto. Cos’è successo veramente quel 12 agosto del 1944? Perché nessuno ha indagato prima? E, soprattutto, dove passerà lui, l’ultimo dell’anno? Assalito dal ricordo di un amore giovanile e tampinato dalla sua assistente Erminia, invaghitasi di lui, Toccalossi dedica anima e corpo alla soluzione dei due casi con una salda convinzione: l’inquirente ha una sola strada preclusa ed è quella del pregiudizio. Dentro ogni fascicolo c’è la vita delle persone. Un magistrato non ha o non dovrebbe avere nemici da combattere, ma verità da far emergere, piccole o grandi che siano.
like