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2003 Parole
“Lo so” gli assicurò, bloccando sul nascere ogni altra rimostranza. “Ma sai quanto me che per amore si cambia e si arriva a compiere le scelte più impensabili. Non è vero, Gregorius? Non è quello che hai fatto anche tu, in passato, per tentare di salvare la tua Beatrice?” Gregorius, tirato in causa su una questione tanto intima, sulla quale si era confidato solamente con Cédric, sbiancò, ma gli credette. “D’accordo, posso capire che tu abbia voluto vedere lui, visto che le vostre compagne sono sorelle, ma io cosa c’entro? Cosa posso fare?” domandò Tiberius, ansioso di rendersi utile e di alleviare, in qualche modo, la sofferenza del suo migliore amico. Tom abbassò la testa, ancora più affranto. Stava per esigere da loro un sacrificio immenso, da compiere alla cieca, sulla fiducia. Ma non aveva scelta. “Aiuta Cédric a salvarle. Dobbiamo trovarle e portarle dove nessuno le minaccerà, dove potranno avere la vita serena e felice che meritano, con o senza di noi. Perché loro non sono donne qualunque. Alice e Maddie… Loro sono la tua diretta progenie.” Il bicchiere di cristallo che Tiberius aveva in mano cadde sul tappeto ai loro piedi, rovesciando il sangue che conteneva. “Ripeti” disse, talmente sorpreso che la sua voce parve uno squittio. Con pazienza, Tom dovette rispiegare di come aveva conosciuto e si era innamorato di Alice, dell’amuleto di rame su cui erano iscritte le iniziali di Tiberius, delle difficoltà che avevano affrontato insieme e, seppure con maggiore dolore, del ruolo svolto da Aureliano nel rapimento e nello stupro di Alice. Tiberius incominciò a sorridere come se gli avessero detto che aveva vinto alla lotteria, salvo poi perdere il senno, scoprendo quanta sofferenza Fabio senior aveva causato. “Lurido figlio di cagna! Ti prego, dimmi che lo hai fatto fuori!” esclamò, furioso. Pur comprensivo, Tom scosse il capo. “Non io, tu. Non potevi tollerare che un figlio si macchiasse di un così grave delitto verso il proprio padre e hai preteso di sostituirmi. Cédric ha fatto presente al Consiglio degli Anziani che i tuoi diritti di capostipite precedevano e superavano quelli di chiunque altro. Hai eseguito la condanna come se fosse uno show, spingendo il tuo Dono distruttivo oltre ogni limite.” “Bene” commentò l’amico, sentendosi però a disagio. Vide Tom distogliere lo sguardo e intuì che ci fosse dell’altro. “Ti conosco. Cosa stai omettendo?” Di fronte alla perdita di Alice, la sua trasformazione in Magnus non sembrava una tragedia insormontabile, perciò Tom gliene parlò. E, a quel punto, dovette anche dirgli di Gina, del loro amore complicato e delle incredibili peripezie che avevano vissuto. Il medico impiegò parecchio a riprendersi, molto più degli altri due. Tra loro, era quello con più notizie da assimilare, più lutti tremendi con i quali confrontarsi. D’altro canto, Tom iniziava ad avvertire una stanchezza soverchiante. Rispondeva alle loro domande, chiariva i loro dubbi e a Cédric raccontò altre confidenze su Maddie. L’avvocato ascoltò in silenzio, stupendosi di come in futuro il loro rapporto sarebbe cambiato, al punto da renderli non solo amici, ma addirittura cognati. La famiglia rappresentava tutto per un uomo d’onore come lui e scoprire che ne avrebbe costruito un’altra era una notizia fenomenale. Proseguendo, Tom si rese conto di dover rendere noti molti altri eventi che riguardavano la Legio X, primo tra tutti il tradimento di Corvus. Gregorius cominciò addirittura a prendere appunti, scrivendo i nomi degli aguzzini di Gina, di Brianna e quanto più possibile su Alice e Maddie. S’interrompevano soltanto quando Tom, visibilmente affaticato, si fermava. A un certo punto, Cédric lo colse in contropiede. “Aspetta, poco fa hai detto che sono nate umane! Quanti anni hanno?” Tom, sfinito, si passò una mano sul volto. “È questo il punto e anche il motivo per cui siamo qui. Nasceranno tra tre giorni.” Tiberius saltò in piedi come un grillo. “Dove, come? Chi sono i loro genitori?” Per lui, che aveva perso ogni parente, trovarne qualcuno ancora in vita sarebbe stato un sogno! Avrebbe potuto offrirgli conforto, aiuto e… “Non si sa” fu costretto a dirgli, tarpando le ali alle sue speranze. “Alice e Maddie furono abbandonate di sera, davanti all’entrata del pronto soccorso di un ospedale di Chicago. Non ci sono notizie su chi fu a lasciarle, ma nessuna delle due è mai stata al corrente dell’esistenza dell’altra. Questo indusse Alice a pensare che, in ospedale, fossero state separate, impedendo che si sapesse che erano gemelle. Forse nella speranza che venissero adottate prima, chissà! Ma lei finì in affidamento ai servizi sociali, mentre i Craven, i genitori adottivi di Maddie, l’hanno presa con loro solo qualche giorno dopo. Dobbiamo trovarle tutte e due, prima che io…” Una fitta acuta all’altezza dello stomaco gli tolse ogni facoltà razionale. Si piegò in avanti, vomitando sangue e ricominciando a tremare. Allarmato, Tiberius voleva aiutarlo, quando Cédric gli fece notare che il modo in cui Tom vibrava non era normale. Lo vedevano a malapena, perciò dovettero attendere che quella crisi, di qualunque tipo fosse, passasse da sola e così fu. Poco per volta, si riprese. Con la schiena poggiata al divano e un pallore preoccupante, tornò a parlare. “Non so quanto tempo mi resti, né cosa ne sarà di me. Sto occupando lo spazio e il tempo di un altro me stesso, un fenomeno che, secondo mia moglie, condurrebbe alla fine del mondo.” “Stai facendo molto più di questo” rispose Cédric, sedendosi accanto a lui. “Non hai pensato al fatto che, adesso che sappiamo di dover mettere in salvo le ragazze, anche la nostra vita cambierà? E quando tornerai al tuo futuro, cosa troverai? Tua moglie potrebbe non essere più tua, tanto per cominciare.” “Già” aggiunse Tiberius, di cui riusciva persino a sentire le meningi spremersi. Tom li rassicurò. Ormai aveva deciso, non c’era nulla che potesse dissuaderlo. “Dopo aver visto mia moglie morire tra le mie braccia, l’unica cosa che chiedo e per cui prego è che lei possa vivere. Che possa conoscere sua sorella fin da piccola e che insieme possano crescere nella tranquillità alla quale hanno sempre aspirato.” “Di questo non dovrai preoccuparti, baderò io a loro” rispose il medico. “Anche io. Potremmo portarle a vivere in Francia, dove sarebbero al riparo da occhi indiscreti. Ovviamente, io non potrò vederle crescere…” disse Cédric, palesando la sua amarezza. “Non se voglio sperare di riuscire ad avere un rapporto equilibrato con Maddie da adulta. O con Alice.” Tom annuì. “Molto saggio da parte tua, lo apprezzo. Ed è buffo che tu proponga la Francia, visto che ci volevi portare Maddie per chiederle di sposarti.” La sua voce si ruppe, spezzandosi in frammenti incompleti. Immagini del massacro gli tornarono in mente, sovrapponendosi per un attimo al presente. Non riusciva a togliersi dagli occhi l’orrore vissuto e comprese che quello shock non se ne sarebbe mai andato via. Sarebbe saltato fuori spesso, all’improvviso, annientandolo un po’ alla volta. “Avrei voluto offrire a mia moglie molto di più” confessò, coprendosi il volto per la vergogna e il senso di colpa. “Cancellare ogni sua sofferenza causata da mio padre. Tornare indietro nel tempo e salvarla dal senso di abbandono che la tormentava.” “Forse adesso potremo farlo, non credi?” commentò Gregorius, tentando di consolarlo. “Infatti! Ma parlami ancora di Maddie, se non ti dispiace. Cosa sai del suo passato?” insistette Cédric, chiedendosi se anche lei avesse subìto dei traumi simili. Tom sembrò ritrovare fiducia, anche se solo in apparenza. “Ti ho già detto che sono gemelle identiche, vero?” Cédric annuì e sorrise. A quanto pareva, i loro gusti in fatto di donne combaciavano. Chi l’avrebbe mai pensato? Lui no di certo. “Maddie ha avuto una vita agiata, almeno fino a un certo punto, ma altrettanto infelice. I suoi genitori erano molto benestanti, ma non le hanno mai svelato che non era la loro figlia naturale. Sono poi rimasti coinvolti in una truffa economica e hanno perso ogni cosa. Sentendosi con le spalle al muro, si sono suicidati, lasciandola in un mare di debiti che lei non sapeva come saldare. Ha appreso la verità nella maniera più crudele, ma ormai era troppo tardi per avere delle risposte da loro. Una volta caduta in miseria, ha iniziato a fare la donatrice di sangue per Jeffrey Conroy.” “Jeffrey Conroy…” ripeté Cédric, perplesso. “Il nome non mi è nuovo.” “È il marito di Jeanette Moreau” gli ricordò Gregorius con solerzia. La faccia del gallico divenne una maschera di disgusto. “Ah ecco. Che bella notizia…” “Maddie se l’è cavata egregiamente” lo rassicurò. “Nel futuro da cui provengo, la Moreau e suo marito sono morti, uccisi rispettivamente da Gus e da te. Quanto a Maddie, è una persona speciale. Caratterialmente diversa da Alice, ma altrettanto irresistibile. Te ne innamorerai a prima vista, anche se – ti avverto – ti darà costantemente del coglione.” Gregorius si sbellicò dalle risate. Prima Cédric la trasformava, poi se ne innamorava… Oh, questa Maddie voleva proprio conoscerla! Il gallico, invece, si accigliò e si grattò una guancia barbuta, ma dentro di sé faticava a contenere la curiosità. Non avrebbe mai davvero preso in considerazione di potersi innamorare ancora e persino adesso continuava a sospettare che il centurione si stesse inventando tutto di sana pianta. O che fosse pazzo, visto che tremava come una foglia, parlando di un altro se stesso che aveva in corpo e del futuro. “Forse è per questo che il tuo Dono ti ha fatto arrivare qui, oggi. Avrai desiderato talmente tanto riscrivere il passato da proiettarti all’inizio della vita delle ragazze. Direi che sei stato fortunato” ipotizzò Tiberius. “Lo siamo stati tutti, se quello che dice è vero” aggiunse Cédric. “Senti ma… Non avresti una foto da mostrare nel portafoglio? Vorrei proprio vederle!” continuò il medico. “No, non ce l’ho. In compenso, ho questo!” Tom tirò fuori dalla tasca posteriore dei pantaloni il suo cellulare e mostrò loro la galleria fotografica. Principalmente si trattava di foto scattate ad Alice, specie quando dormiva o non guardava nell’obiettivo, ma lui non volle vederle. Non sarebbe servito ad altro che a ricordargli cos’aveva perduto e quanto fragili fossero le speranze che quel piano andasse in porto. Cercò per prime le foto in cui lei e Maddie erano insieme. Affascinato, Tiberius rideva e piangeva, mentre tentava di individuare una somiglianza con lui o con altri membri della sua Gens. Cédric parve meno emozionato, ma solo in superficie. Appena Tom gli spiegò che Alice era quella con i capelli corti, il suo viso si illuminò. D’istinto, doveva aver puntato Maddie e ora poteva ammirarla senza offendere nessuno. “Maddie, però, ha gli occhi azzurri” notò, perplesso. “Lenti a contatto fasulle. Non ha smesso di portarle neanche una volta diventata vampira. La prendo sempre in giro per questo. La prendevo” si corresse Tom, amareggiato. “Ci sono anche foto di voi due, sai? Alice ne scatta di continuo. Lei o Amulio, quei due sono inseparabili.” “E con me? Ce ne sono?” domandò Tiberius, quasi offeso. Lo accontentò, ma mostrargli l’album del suo matrimonio lo distrusse. Osservava le immagini a occhi sgranati, incredulo. Memorizzava ogni dettaglio, ogni nome, ogni circostanza. Cédric e Gregorius, ugualmente sconvolti nel rivedersi in quelle foto e in atteggiamenti amichevoli proprio con coloro che, in quel presente, ritenevano loro acerrimi nemici, lo tempestarono di domande. Tom mise a disposizione tutti i suoi ricordi, ma l’operazione non riuscì a far diminuire di una virgola la sua infelicità. Poi, all’alba del nuovo giorno, quando era così stremato che neppure riusciva più a formulare un pensiero o una frase di senso compiuto, il loro chiacchiericcio lo cullò con dolcezza, trascinandolo in un sonno senza sogni.
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