DOULOS

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DOULOS Il Dark Heart era stato all’altezza del suo nome in più di un modo. Lucio era fiero del suo angolo di pace dove esseri sovrannaturali di tutti i tipi potevano trovare un po’ di ristoro. Be’, almeno per la mag­gior parte del tempo. Coloro che non avevano rispettato le regole erano stati rapidamente cacciati e non più ammessi nel locale. La sala principale, scarsamente illuminata, era piena di tavoli adornati con tovaglie di velluto e candele accese, musica in sottofon­do. Non era una melodia molto rilassante però. Si sentivano le voci degli antichi serafini che, accompagnati da arrangiamenti moderni, riempivano l’anima di tristezza. Keltor odiava quel posto. Lì giovani donne immortali che avevano scelto di essere donatrici fornivano ogni genere di servizi. Alcune servivano da bere

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