Capitolo 28

685 Parole

28 “Bella storia, maresciallo.” Quando Bonanno ebbe finito di riassumergli le sue personali indagini sul duplice omicidio e di esternargli tutti i propri dubbi e le proprie convinzioni, il dottor Giacomo Provenzano, procuratore capo, per lunghi secondi tamburellò con le dita il lucido piano in noce della scrivania, mentre con l’altra mano si lisciava la barba, curatissima. Con lui Bonanno coltivava un rapporto privilegiato da quando gli aveva salvato la vita. Provenzano si fidava ciecamente di lui, ma soprattutto era disposto a coprirlo quando, coi suoi metodi ruspanti, il maresciallo travalicava i limiti imposti dalla procedura. In una terra matrigna come la Sicilia, il procuratore apparteneva alla ristretta schiera di chi sapeva assumersi responsabilità che molti censori dell’umano sen

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