Perché un Patto per le Donne?Perché abbiamo studiato i dati nazionali ed europei, abbiamo attivato nel 2015 un giro d’Italia dove abbiamo potuto chiedere alle donne e ai territori soluzioni, proposte, criticità e abbiamo ipotizzato soluzioni possibili. Come Stati Generali delle Donne siamo partite da Roma, il 5 dicembre 2014 presso la sede del Parlamento Europeo, con il Patrocinio del Ministero Sviluppo Economico. Siamo state presenti da febbraio 2015 in ogni regione italiana per attivare gli Stati Generali delle donne regionali. È risultato fondamentale dalle nostre riflessioni declinare le politiche sul lavoro delle donne a livello di ogni singolo territorio cogliendone le specificità, le vocazioni, le opportunità, per trovare soluzioni concrete. Le aree urbane e rurali sono stati laboratori per studiare nuovi strumenti e nuove strategie per uno sviluppo sostenibile che possa mettere in moto i meccanismi per ri-creare nuova occupazione per le donne. Abbiamo elaborato una Carta delle Donne del Mondo, discussa e condivisa alla “Conferenza Mondiale delle Donne, Pechino vent’anni dopo”, che abbiamo svolto a Milano in Expo a settembre 2015. La Carta è alla firma di Enti, Associazioni, Organismi nazionali ed internazionali. È parte della Carta di Milano.
È necessario attivare un processo di pianificazione strategica attraverso la stipula di un Patto per le Donne, al fine di dare un rapido avvio e garantire l’attuazione degli interventi considerati strategici, nonché di facilitare la nuova programmazione nazionale e comunitaria in vista del raggiungimento degli obiettivi dell’Europa per il 2020 e del Millennio per il 2030, UN 17 SDG firmati il 22 aprile in sede ONU a New York.
Un Patto per le Donne fornisce una risposta flessibile ed integrata alle diverse esigenze territoriali, promuovendo a tal fine un più efficace coordinamento tra i diversi strumenti di programmazione e di pianificazione e tra le diverse fonti finanziarie disponibili, nonché tra i diversi soggetti istituzionali interessati.
Un Patto per le Donne è un percorso unitario di intervento sui territori finalizzato a creare nuova occupazione femminile nell’ambito dello sviluppo economico, produttivo ed occupazionale dell’Italia, per la cui attuazione è ritenuta necessaria un’azione coordinata, con il coinvolgimento di tutti i soggetti interessati, in considerazione della strategicità e complessità degli interventi, nonché per accelerarne la realizzazione, nel rispetto delle disposizioni comunitarie e nazionali.
Si chiede al Governo che gli interventi previsti e condivisi siano finanziati con risorse nazionali, dell’Unione Europea e mediante il Fondo per lo Sviluppo e la Coesione e la messa a sistema delle risorse disponibili FSC 2014-2020, dei Fondi strutturali dell’Unione europea e delle risorse di cofinanziamento nazionale, delle risorse ordinarie nonché ricorrendo ad altri strumenti finanziari quali fondi rotativi, project financing, ecc.
Si chiede al Governo che per l’attuazione degli interventi previsti e a titolo di comitato di indirizzo e di gestione del Patto ci si possa avvalere anche del coordinamento degli Stati Generali delle Donne e delle competenze del Comitato Scientifico delle stesse donne che sono attive nel network, nel rispetto di quanto previsto dalla normativa europea e nazionale in materia.
Chiediamo al Governo la realizzazione di un’Agenzia Nazionale per le Donne che deve rendersi responsabile del coordinamento e della vigilanza sull’attuazione del Patto e svolgere l’azione di monitoraggio e valutazione degli obiettivi raggiunti.