La cena si era svolta in un silenzio opprimente, interrotto solo dai commenti di Marc sul vino, sulla cottura del pesce. Emma aveva a malapena toccato il piatto, ogni boccone faceva fatica a superare il nodo che si era formato in gola. La presenza di Marc, il modo in cui la fissava prendendosi tutto il tempo, la sensazione ossessiva dei suoi occhi su di lei, tutto contribuiva a toglierle l’appetito. Quando finalmente si alzò per sparecchiare, lei colse l’occasione come un salvagente. «Io… vado a letto, sono stanca», annunciò con una voce che voleva essere ferma ma che tremava leggermente. Marc, con le mani piene di piatti, le lanciò uno sguardo alle spalle. Un sorriso troppo comprensivo gli allungò le labbra. «Certo. Questi primi giorni devono essere duri. Dormi bene, Emma.» Si alzò co

