Capitolo 8: Chiamata d'aiuto

974 Parole

La notte era stata insonne, perseguitata dalla bruciatura fantasma sul fianco e dal riflesso accusatore nello specchio. Emma si era svegliata con occhiaie profonde, il corpo pesante per una stanchezza nervosa. La casa, silenziosa quella domenica mattina, era diventata una giungla di ombre minacciose. Ogni scricchiolio del parquet, ogni clic del riscaldamento, la faceva sobbalzare, il cuore in tumulto. Marc era uscito per fare jogging, aveva gridato passando davanti alla sua porta chiusa. Un'ora di tregua. Un'ora per agire. Aspettò di sentire la pesante porta d'ingresso chiudersi, e poi il silenzio più totale stabilirsi. Allora, si liberò dalle coperte e si precipitò verso il telefono fisso antico in porcellana bianca posato su una console nel corridoio del primo piano. Un apparecchio dem

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