Capitolo 9: Minimizzazione

926 Parole

La giornata si trascinò, lenta e torturante. Il fallimento della telefonata gravava su Emma come un coperchio di piombo. Le parole di sua madre le giravano in testa in un loop, un mantra devastante: Tattile. Puritana. Riposati. Aveva parlato, quasi gridato, e le avevano risposto con una leggerezza condiscendente. Come se il suo disagio fosse un capriccio adolescenziale, un'esagerazione nata dal dolore. Ma la mano sul suo fianco non era un'esagerazione. Lo sguardo che la spogliava in cucina non era un'interpretazione. Era reale. E il fatto che sua madre si rifiutasse di vederlo lo rendeva ancora più reale, più pericoloso. Seduta sul bordo del letto, fissava il suo telefono. Forse la chiamata era stata maldestra. Troppo emotiva. Forse con parole scritte, chiare, senza la voce che tremava,

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