Il giorno dopo la partenza di Claire, la casa sembrava trattenere il respiro. Il silenzio era diventato una presenza, un ronzio sordo nelle orecchie di Emma. Aveva passato la giornata a vagare come un'anima in pena, evitando le stanze comuni, in ascolto del rumore dei passi di Marc. Lui era uscito per qualche ora, e lei aveva assaporato quella strana tregua, seduta in mezzo al letto troppo grande della sua camera degli ospiti. Sceso il crepuscolo, la prospettiva della notte imminente, sola con lui in quella casa troppo vasta, le annodò lo stomaco. Decise di farsi una lunga doccia, come per lavarsi via l'angoscia che le si appiccicava alla pelle. Il bagno principale, adiacente alla sua camera, era un tempio di marmo bianco e cromature. L'acqua, calda e potente, per un momento sembrò lavar

