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703 Parole

39 «Ora vediamo se il ferroviere ha il biglietto», barrisce l’irascibile. E qui mi monta la mosca al naso, mi viene un diavolo per capello, esco dai gangheri, vado fuori della grazia di dio, mi girano i coglioni, m’incavolo, m’infurio, m’incazzo, m’inalbero, mi scaldo, vedo rosso, ho il fumo negli occhi, mi saltano i nervi, mi sale il sangue alla testa, divento idrofobo, do in escandescenze, ho un travaso di bile, monto in bizza, piglio fuoco, divento cieco dall’ira, inviperisco, mi arrabbio, incollerisco, schiumo, invelenisco, vado in bestia. Ma come? Dico io! E mi incazzo sì, e non poco. Che ne sa lui, il babbeo, della storia del ferroviere? Ma come si permette? Chi crede di essere, questo scannagatti, per fare proprio un mio ragionamento? Per impossessarsi di un mio sapiente percorso

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