47

1598 Parole

47 Io sono fra quelli che hanno pudore dei sentimenti. Non mi va, non mi va davvero di scatenare monsoni di lacrime, conferenze di balbettii, sinfonie di singhiozzi per testimoniare la commozione, per liberare, più in generale, tutta la poltiglia delle emozioni, intrappolata fra le masse mobili della pancia e sempre pronta a erompere all’esterno rivelando che la mia faticata maturità sta per essere riportata allo stadio del neonato che ha ritrovato il ciuccio. Non mi va di dare la larga ai sentimenti (ahimè, avevo giurato che non avrei mai usato questo merdoso vocabolo, e sono già due) lasciando sfogare dai buchi del naso, dai condotti lacrimali e da tutti gli altri orifizi la liquida primitività di cui essi sono costituiti. Beninteso, quando proclamo che non mi va di lasciare trabocca

Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI