50 È Ribò che ha parlato. È apparso sulla porta dello studio ed è rimasto fermo, incorniciato dagli stipiti, in piedi, con le mani in tasca, sfoderando un sorriso smagliante sopra la camicia bianca, pulita, netta, monda, candida, immacolata, lattea, nivea. Sembra che Ribò sia in grado di sorridere davvero soltanto quando recita. E poi non si sporca mai, non so come faccia. Mi ha preso alla sprovvista, quel dritto di Ribò. Sapevo anch’io che era succo di pomodoro. Ma il terrore mi aveva fatto dimenticare tutto. E quando il poliziotto l’ha scorta, io l’ho vista con i suoi occhi, mannaggia a me. Questo pensiero mi confonde, mi umilia. Nuovamente, è come se avessi in gola una palla da tennis. Non riesco a sputare mezza sillaba. Guardo la macchia rossa. Guardo la pistola che mi guarda la pa

