CAPITOLO QUINDICI Il senso di presentimento di Kyra si faceva più profondo man mano che attraversavano la radura inzuppata, con il vento e la pioggia che le sferzavano il volto, diretti verso la taverna che si trovava accanto al fiume impetuoso. Sentiva un nodo allo stomaco, era certa che fosse un errore, ma era anche incapace di fare marcia indietro. Razionalmente Kyra sapeva che avrebbe dovuto seguire il consiglio di suo padre, di stare alla larga dalla gente, di rimanere sulla strada e tenere di vista il mare fino a che avessero raggiunto Ur. Eppure fisicamente aveva troppa fame, era troppo stanca e incapace di resistere all’impulso che la stava guidando fuori dalla pioggia e verso il calore, verso il riparo, verso l’odore di cibo. Dopotutto Dierdre aveva ragione: c’erano dei rischi s

