I-1

2023 Parole
I - Non avrò bisogno di tutti quei bagagli, Lotte. Sul serio, cercherò di trattenermi il meno possibile. - Non sai quanto tempo trascorrerai laggiù, questo è quel che conta. Non vorrai mica dare l’impressione di una nullatenente caduta in disgrazia? - Forse invece è proprio quello che sono… Lotte Swartz alzò gli occhi al cielo e superò con un balzo la valigia ancora aperta e piena per metà: - Non lo sei più, Chloe. Non lo saresti mai stato, se tu e Isaac aveste lasciato New Harmony in tempo. - Se l’avessimo fatto, non avrei avuto Greta. - È anche vero che in tal caso Isaac non… Lo sguardo di Lara la fulminò nel bel mezzo della frase. Lotte ingurgitò saliva e si costrinse a tornare alle operazioni di piegatura di pantaloni, giacche, accessori da viaggio. - Mi dispiace. - Non va mai tutto assolutamente per il meglio, no? Da qualche parte doveva essere scritto che la felicità per me non sarebbe mai stata completa al cento per cento. Lara si lasciò cadere sul letto ancora in disordine, sul raso stropicciato dove ogni sera versava almeno qualche lacrima al pensiero dell’uomo della sua vita, prigioniero e forse torturato dall’altra parte del mondo. Anche dopo sei mesi sembrava come fosse tutto successo ieri: il crollo della Guglia, la morte di Miriam, il tradimento di Noah, le verità nascoste di Seth alias Uriel Tarquinius… Gli incubi avevano continuato a perseguitarla per le prime settimane, poi era subentrato uno stato di perenne malinconia, intervallato dalla distrazione per la presenza di Greta e delle persone che ancora le volevano bene e la supportavano… e poi da quella costante attesa di rivederlo. Isaac era ad Olympia, lei sarebbe andata da lui il prima possibile, anche soltanto per rivederlo un’ultima volta. Anche soltanto per sperare, per finire insieme… - E poi il giaccone col collo di pelliccia. Che ne dici di questo, in simil-ermellino? Non se ne trovano più neppure finti, ormai. È un regalo di mia madre. Oh, e un cappello che ti copra le orecchie? Ci hai pensato? Ti presto un paio dei miei, se vuoi. - Uno andrà bene. – sospirò Lara, continuando a fissare il soffitto. Allungò il braccio fino a raggiungere la piccola sfera di Azaria sul comodino. L’aveva sfregata fino a graffiarla, nel tentativo di ripulirla dal sangue di Isaac; invece continuava a sentirne l’odore, e si dava la colpa per quello che gli era successo. Andrea le aveva ripetuto mille volte che la colpa non era di nessuno, che probabilmente, se non ci fosse stata lei nella vita dei Klauss, Isaac sarebbe morto da Imperfetto parecchi anni prima, assieme ad Abram e Rachele Klauss nella storica conquista invidiosa di New Harmony. - Se non gli avessi messo in testa io quelle fantasie sull’irradiazione, però, non ci sarebbe stato nessun comandante Mash nella sua vita. Suo fratello non sarebbe finito brutalmente assassinato, e Isaac non si sarebbe sentito in diritto di mettersi in viaggio alla volta di Indigo per finire sulla strada di Lance Reyes… - continuò a voce alta le sue riflessioni, provocando un altro sbuffo d’impazienza da parte dell’amica. - Ancora a torturarti? Non fa bene a Greta né ai tuoi amici vederti in questo stato. Non farà bene neppure a Isaac, quando ti rivedrà. - Pensi che l’abbiano torturato? Che stia soffrendo? - Perché dovrebbero torturarlo? Se vuoi sapere la mia, io sono certa che il presidente Lucetius abbia il dovere di sentirsi in debito verso di lui. Ha salvato la formula del Neo-C da una distruzione sicura, no? - Solo dopo che lui e i suoi amici hanno investito il direttore di Indigo col loro Scorpione! - Chloe… Ascoltami. Lotte le si sedette accanto, dolcemente le sfilò le mani la biglia di vetro e la ripose al solito posto, tra due fermagli di Greta. - Hai promesso di non fare pazzie, di non mettere a rischio la tua incolumità per tentare di porre rimedio all’inevitabile, giusto? - Se solo potessi fare qualcosa per lui. Mi sento così impotente, ora che è dall’altra parte del mondo. - Ora hai quella bambina. Sei tutto ciò che Greta ha di più vicino a una madre… - Lucetius potrebbe togliermi anche lei… Quell’uomo può tutto, Lotte. Ci governa come pedine! L’amica le asciugò le lacrime, la baciò dolcemente sulla tempia. - Un tempo avremmo dovuto aspettare anni per veder sgorgare una sola di queste. Conservi ancora la boccetta di Andrea? - Non mi va di parlarne ora, Lotte. Forse è vero che sono cambiata. - Non si cambia mai davvero. Si sceglie in quale direzione andare… e anche sul fatto che non sia tutto un giro in tondo, ho i miei dubbi. Dal corridoio giunsero i passi saltellati di Greta, seguiti dalle esclamazioni divertite di Aria, la cadetta di casa Swartz. Come se qualcosa le fosse scattato dentro, Lara cercò un fazzoletto e si sistemò il trucco allo specchio; la sua amica continuò a riporre camicie e trousse nella valigia come se niente fosse. - Partiamo? – fu la prima osservazione di Greta, al notare i mucchi di vestiti che le ostacolarono la rincorsa verso la sua protettrice per il solito bacio del buongiorno. - Non esattamente, tesoro. Starò via per qualche giorno, tutto qui. Farai la brava bambina? Greta si allontanò dall’abbraccio come di riflesso, poi rivolse l’attenzione a Lotte che neppure alzò lo sguardo: - Io pensavo che andavamo a casa, dai nonni! - I nonni dovranno aspettare, per ora. Isaac ha bisogno di me. Lo ricordi, vero? Ne abbiamo parlato… - Aria dice che non tornerà più! Seguì un silenzio imbarazzato: fissarono tutti l’adolescente dai lunghi boccoli castani, gli occhi sgranati che cercavano scampo in quelli della sorella. - Mai una volta che non parli a sproposito. Complimenti, davvero. – la fulminò Lotte, di colpo uscita dal suo isolamento. Lara accompagnò la bambina alla porta e si costrinse a congedarla con un sorriso mortificato: - Parto per questo, per cercare di riportarlo qui da noi. Non ti piacerebbe rivederlo, dopo tutto questo tempo? - Riporta anche il mio papà, allora. Lotte intervenne prima che la conversazione degenerasse: letteralmente costrinse Aria a improvvisare un’esibizione con l’arpa in soggiorno, poi richiuse la porta alle spalle di Greta che si allontanava di malavoglia. - Ha ragione. Perché dovrebbe preferire Isaac a suo padre? – sospirò Lara, dirigendosi verso il ripiano della toeletta e facendo scorrere le dita tra le ciocche ondulate di una delle parrucche. - Non le hai ancora raccontato tutto su Nestor Dimitriou, vero? - È solo una bambina! Perché dovrei darle altro dolore? - Forse lasciar passare troppo tempo servirebbe solo a illuderla. - Sua madre è morta sotto i suoi occhi, Lotte. Ha visto Isaac coperto di sangue, i suoi amici, i figli dei Lindholm, andarsene uno dopo l’altro… è passata tra le macerie di una guerra terribile. Non ha diritto a qualche anno di tranquillità? Alla vita di una bambina della sua età? - Una bambina della sua età avrebbe diritto a tornare a casa, dalla sua famiglia, nei luoghi in cui viveva prima che l’incubo avesse inizio, Chloe. Le dita di Lara si strinsero convulsamente a una delle ciocche setose che ogni sera districava e ungeva con cura prima di andare a letto. Quando si voltò aveva le labbra imbronciate, gli occhi asciutti e socchiusi: - Sono io, la sua nuova famiglia, Lotte. Suo padre l’ha affidata a me. - È pur sempre una Comune… - Non lo sarà per molto. L’ultima scorta del Cryostamen di Isaac è ancora a Olympia, capisci? Se non riporterò indietro lui, tornerò almeno con una delle cose per cui ha sacrificato la vita. *** La partenza di Chloe Gray per la capitale della Transatlantica era stata annunciata da mesi, e finalmente il governatore Boris Swartz aveva avuto la comunicazione ufficiale che la Nave Madre sarebbe atterrata sulle sponde dell’Heaven Lake tra due giorni esatti. I Perfetti delle terre a Nord dell’equatore sembravano ormai rassegnati al fatto che il loro presidente si tenesse alla larga dal qualsiasi rapporto men che formale o strettamente amministrativo con i distretti abitati della piana occidentale, compresi quelli neoformati all’estremo settentrione. L’arrivo della Nave Madre aveva messo i media e le classi più abbienti in un’agitazione a stento trattenuta dai pronostici e dalle mille speculazioni dei salotti più vicini a villa Swartz. - Ovvio che il Divo non sarà presente. Una pace ristabilita con le armi non è vera pace, finché quelli che hanno combattuto per conquistarla non avranno trovato la forza per dimenticare tanta violenza. – commentò il governatore di Heaven Harbor, in piedi nell’atrio della villa in una luminosa mattinata d’inizio primavera. Sua moglie Alice era alle prese con alcuni bulbi di tulipani arrivati dalle province più meridionali; Lotte era uscita per delle compere in centro assieme ad Aria e Greta. Con l’ombrellino di seta ancora chiuso sottobraccio, Lara aveva appena chiesto a Boris Swartz la sua opinione sull’effettiva presenza di Maximus Lucetius a bordo della Nave Madre. - Credimi, avrai tutto il tempo per goderti la sua compagnia, una volta laggiù. – tentò di metterla a suo agio Andrea, prendendola delicatamente per mano per farla uscire in giardino. - Non ho voglia di aiutare tua madre con la terra, Andrea. L’ultima volta ho passato un pomeriggio intero a ripulirmi le unghie! – brontolò la sua accompagnatrice, sempre più nervosa man mano che si avvicinava il giorno della partenza. - Dovresti imparare da Greta, lei sì che ha una passione per i fiori e il giardinaggio… - Cento anni passati in cima a un grattacielo non sono gli ideali per affezionarsi alla botanica… E comunque a che sorpresa ti riferivi quando mi hai quasi tirato fuori a forza dalla mia stanza? - Un attimo di pazienza… - sorrise Andrea, imboccando assieme a lei il vialetto che conduceva ai cancelli della proprietà. – È arrivata proprio ieri, giusto in tempo per salutarti prima che vi separiate di nuovo. - Di chi stai… Le parole le si spensero in gola; da dietro un giovane acero avanzò lentamente, tremante d’emozione, la sua più fedele amica, la Servitrice assieme a cui aveva trascorso i momenti più bui e i più belli di tutta la sua recente vita a New Harmony. - Ruth! - Signorina Chloe… Signorina! Le aveva detto cento, mille volte che ormai era una donna impegnata, che a nulla sarebbe valso il suo atteggiamento di caparbio rifiuto riguardo alla presenza di Isaac nella sua vita. Per la sua Servitrice sarebbe rimasta per sempre la ragazza rosa dalla depressione che le aveva chiesto aiuto dal fondo della sua gabbia dorata, quando per la buona società di New Harmony non era altro che una vecchia leggenda al tramonto, un mito ormai spento assieme a quel che restava del suo vecchio mondo di set cinematografici, città senza cupole, boschi e montagne stillanti vita e aria pura. Si abbracciarono come se non si vedessero da anni, dopo che avevano creduto che la loro amicizia fosse stata sepolta dalle macerie della Guglia. - Come sei riuscita a fuggire? Chi c’era con te? Come… - la valanga di interrogativi rischiò di lasciarla senza fiato. Ancora stringendogli le braccia guantate, Ruth provò a raccontarle spezzoni dei suoi ultimi momenti a New World City. - Sono rimasta in uno dei centri di accoglienza amministrati dalla Milizia per tutto questo tempo. Credo fossimo vicini a Blue Thunder, ma non ne sono sicura. Mi ci è voluto parecchio tempo perché riuscissi a convincerli della mia buona fede. Stentavano a credere che fossi proprio io la sua Servitrice… - Ti ho cercata tanto, Ruth! Credevo mi avessi lasciato… - Non succederà, finché avrò un briciolo di forza per seguirla, signorina Chloe. Andrea se ne stava in disparte, cercando di non mostrarsi troppo compiaciuto della sua sorpresa riuscita. Neanche quando Lara si ricordò di lui per ringraziarlo, poté tuttavia convincere le due donne a rientrare in casa: avevano troppo da dirsi, troppo da ricordare e ancor più da ripromettersi. - Affido Greta a te, Ruth. Mi raccomando, fa’ che non si dimentichi di me. – implorò Lara, lontana dalle orecchie indiscrete della signora Alice Swartz dopo che era passata a dare il benvenuto alla nuova ospite. - Stia tranquilla. Deve solo pensare a essere prudente, e a tornare qui al sicuro, il prima possibile. - Lo vorrei tanto. - Quel che penso è che non dovrebbe esporsi a questa provocazione. Perché crede che l’imperatore l’abbia invitata, se non per prendersi la rivincita sui Perfetti che l’hanno tradito? - Ruth, io non ho mai… La Servitrice tornò a prenderle una mano per serrarla tra le sue, protettiva. La fissò negli occhi a lungo, prima di sussurrarle in modo che Andrea non riuscisse a intromettersi. - Circolavano strane voci, tra i sopravvissuti all’attacco di Lucetius. Molti dei vecchi abitanti Perfetti di New Harmony sono stati fatti sparire anche dopo essere stati portati in salvo. Altri sono stati processati e condannati, pochi hanno avuto salva la vita.
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