Il pranzo era squisito, i vini scelti. Livio aveva ripreso il suo spirito, la sua gaiezza di un tempo. Riempiva ad ogni momento il bicchiere, che vuotava di un fiato; premeva dolcemente sotto la tavola il piede di Cinzia, raccontava aneddoti a bizzeffe, come se volesse ad ogni costo divertire gli altri. – È vero – gli chiese il Trani – che avete preso in affitto la villa Stenner? – È verissimo. A mia moglie piacque per la posizione. – Forse la contessa non sa come il precedente proprietario, il banchiere Stenner, fosse ivi assassinato! – Un mormorìo corse lungo la tavola. – Siete in inganno, cavaliere; – soggiunse il conte – lo Stenner si tolse da sè la vita, non potendo sopportare i tormenti di una malattia che da diversi anni l’affliggeva. – Se così vi hanno detto, è perchè i par

