A quelle parole, Nina aveva provato un’improvvisa scarica di energia. “Oh, sì che dobbiamo.” Gli aveva sorriso maliziosa mentre si posizionava a quattro zampe, voltandosi per guardarlo e spostando il proprio peso su una mano mentre con l’altra aveva iniziato ad accarezzarsi. “Voglio che mi scopi, Caesar.” Il sorriso del musicista aveva illuminato l’intera stanza, mentre si posizionava dietro di lei. L’aveva afferrata per i fianchi e l’aveva penetrata velocemente ancora una volta. Nina era ancora tanto sensibile che era quasi venuta nuovamente a quel primo movimento. Gemiti incoerenti e richieste piene di desiderio le avevano riempito la bocca sino a quando non era più stata in grado di capire ciò che stava dicendo. Tutto ciò che riusciva a sentire era Caesar, quel bisogno disperato di es

