《Ecco tesoro, siamo arrivati.》 Comunicò Hao al figlio, dopo una lunga passeggiata sui più vari sentieri sterrati del paese.
《Hm.》 Annuì semplicemente il ragazzo. Non si sentiva molto bene. Lo stato fisico era a posto, ma dentro... Sentiva come un vuoto, un buco nero.
La madre si chinò sulla tomba per depositare il mazzo di rose che aveva preso dal giardino. Erano bianche, simbolo di purezza, e alla donna erano sempre piaciute.
《Riposa in pace, piccola Shiroara.》 disse in una preghiera, le palpebre abbassate e un sorriso dolce sulle labbra.
Alle spalle della famiglia Lee, nel cimitero, si udirono delle voci sempre più distinte. Una sembrava appartenere ad una bambina piccola:
《Hey papà, che siamo venuti a fare qui?》
《Oggi è il compleanno della defunta Principessina di Fiori, quella che avrebbe dovuto essere la futura Principessa del Regno di Cuori.》
《E allora? andiamo a visitare lei? Tanto ormai è morta!》
《Non parlare così! E poi, siamo venuti per la questione del matrimonio del Re... Io non approverei mai una cosa del genere, preferirei stare senza Principessa piuttosto!》
《Caro, non parlare di politica alla bambina.》gli disse la moglie gentilmente.
Qiqiang era rimasto ad ascoltare la conversazione inconsciamente, quando ad un certo punto sentì qualcosa picchiettare sulla spalla.
Era il dito della madre.
《Qiqiang... Scusami devo andare un attimo al bagno.》
Il ragazzo si voltò, ma non il tempo di chiamare la madre che questa, interrompendolo rispose:
《Aspettami qui, troverò una bottega o qualcosa del genere per strada.》
La sua voce era dolce e bassa, lo sguardo calato sul terreno. Qiqiang allungò le braccia per prenderle il volto, ma lei si scostò e cominciò a camminare a passo spedito verso il cancello del cimitero.
Cosa c'era che non andava?
Qiqiang non riusciva proprio a capirlo.
~
《Svegliati Idiota! Non abbiamo tutto il giorno!》
《Oi che cazzo vuoi! Sono io il tuo Principe, non sei tu che devi dare ordini a me!》
《Sì, il mio Principe Azzurro! Alzati pigrone! È mezzogiorno passato, devo lavorare!》
Il risveglio, per il nobile, non era stato dei migliori. Il vecchio amico non gli portava il rispetto a cui era abituato di norma, ma, come tutti gli amici del Principe, probabilmente erano legati per questo.
《E che cazzo, lasciami dormire! Lo sai che devo alzarmi ogni giorno alle otto per non apparire rozzo agli occhi della servitù?》cercò di pregarlo a modo suo Zixin.
《Sei davvero un viziato marcio! Sai a che ora si alza ogni giorno il tuo amico Jo? Eh? Lo sai?》
《Non mi intere-》
《Alle fottute cinque del mattino! E per lavorare!》
《Ohi, modera i termini.》
《Pfft! Senti chi parla!》
Tra il Principe e Johan c'era sempre stata una strana amicizia: si offendevano, urlavano contro, strattonavano sempre a vicenda, ma forse era proprio un loro strano modo di dimostrare che si volevano bene, anche se nessuno dei due lo avrebbe mai ammesso ad alta voce.
Alla fine il nobile dovette cedere, alzandosi da quel letto improvvisato e scomodo. 《Ora per colpa del tuo stupido divano ho mal di schiena.》
《Lo sai che poi ti senti più stanco se ti svegli più tardi del solito?》 Lo ignorò l'altro, mentre rifaceva il suo "bellissimo divano". 《E se dormi troppo, poi la schiena ti fa male ugualmente!》
《Sì come no, questa mi è nuova!》
《È vero! È perché non sei abituato!》
《Sì, sì, tu parla, io vado a fare colazione.》
《Ma se è ora di pranzo? Che in realtà, poi, è già passata anche quella!》
Il castano rise, beffandosi dell'altro. 《Credi davvero che mi importi?》
《Ciao Zixin! Fatti vivo qualche volta!》
《Sì, sì, ci proverò.》
I due vecchi amici si salutarono e il nobile castano partì, dirigendosi verso la propria meta. Attraversò nuovamente il bosco per arrivare al confine col Regno di Fiori. Con quel sacco della spazzatura addosso e in testa, pensò, sicuramente non l'avrebbero riconosciuto.
Camminò svariati metri, percorrendo la strada che ormai da anni conosceva a memoria. Niente, del Regno di Fiori, gli sembrava più nuovo... Ma forse solo perché conosceva quell'unico tratto.
Giunto a destinazione, vide finalmente il grande cancello. Non ebbe però il tempo di fare un passo che una donna in carne sulla trentina gli sì gettò addosso, colpendo in pieno la sua spalla.
《Stai attenta, idiota!》 fu l'unica cosa che fu in grado di dire, non potendo ricorrere alla sua autorità nelle condizioni in cui si trovava in quel momento.
Ma purtroppo la donna non lo ascoltò: era già scappata via in corsa.
Il castano si meravigliò dell'audacia e della maleducazione degli abitanti di quel Regno. Quella donna diversamente snella avrebbe potuto facilmente buttarlo a terra, facendogli del male. Era una fortuna che il Principe di Cuori fosse forte e robusto, si disse.
《Madre!》 vide un ragazzo in corsa, che seguiva la traiettoria della donna. 《Mamma, aspetta!》
Un'altra spallata. Zixin cominciò a pensare che fosse un vizio di quel luogo. Per fortuna, almeno quel ragazzo corvino si era scusato. Solitamente dovevano essere i genitori ad insegnare l'educazione ai figli, non viceversa. In effetti quella donna pareva strana. Stava lasciando da solo suo figlio per scappare come una bambina a cui è stato rubato il peluche. Qualcosa la stava turbando?
Dopo essersi scusato, il ragazzo fece per correrle dietro, ma venne bloccato dalla presa ferma del Principe.
La mano del castano stringeva il polso stretto e fragile dell'altro ragazzo, le dita aggrovigliate attorno al suo braccio. Il capo di Zixin era ancora coperto dal cappuccio della veste fornitagli da Johan, mentre il moro in una posizione instabile scaricava il peso sul piede destro. Il nobile percepì un brivido lungo il braccio. Cos'era? Che stava succedendo? Perché aveva fermato quel ragazzo? Infondo, ciò che accadeva nella famiglia di quel tizio erano affari che non lo riguardavano. Eppure, inconsciamente, si trovò a parlare.
《Non vedi che ha bisogno di stare da sola? Sei stupido o cosa?》
Il ragazzo si girò di scatto, poggiando a terra anche l'altro piede, stabilizzandosi sul terreno. Si divincolò dalla presa del castano, riuscendo a liberarsi.
《Questi non sono affari suoi, lei non sa niente!》 Gridò irritato il giovane corvino dagli occhi verdi.
Il Principe alzò lentamente la testa, lasciando intravedere qualche ciocca castana e i bellissimi occhi cremisi.
《Qui non sono l'unico ad avere l'aria di chi non sa.》 rispose impettito.
Il ragazzo sconosciuto sobbalzò un po' dallo stupore, inghiottendo visibilmente a disagio.
Si voltò dall'altro lato, tornando indietro verso la sua destinazione, che guarda caso era la stessa destinazione del nobile incappucciato.