XI - Un’altra reputazione in fumo Il monastero distava dalla città poco più di una versta. Alëša s’incamminò in fretta per la strada, a quell’ora deserta. Era quasi notte e troppo buio per distinguere gli oggetti a una distanza di soli trenta passi. C’era un incrocio a metà strada. All’incrocio, sotto un citiso solitario, si intravedeva una figura indistinta. Alëša aveva appena raggiunto l’incrocio quando la figura si mosse rapidamente e si precipitò verso di lui, gridando con voce selvaggia: «O la borsa o la vita!» «Ah, sei tu, Mitja!», gridò Alëša meravigliato, dopo un violento sussulto. «Ah! Ah! Ah! Non te lo aspettavi? Mi domandavo dove avrei potuto aspettarti. Vicino a casa di lei? Ma da lì ci sono tre strade diverse e potevo mancarti. Alla fine ho pensato di aspettarti qui perché

