«Ci sono ragazzi là fuori che hanno visto di peggio» mormora, il corpo che si irrigidisce di nuovo. «Perché dormi sul divano della tua amica e ogni tanto nel mio letto, quando hai una suite del genere a disposizione?» chiede, cambiando la direzione della nostra conversazione, le labbra che tornano sul mio collo. «Perché non voglio l’aiuto di mio padre. Ha già abbastanza di questi problemi con mio cugino. E non sono Paris Hilton. Voglio guadagnarmi quello che mi viene dato. Tutti pensano che abbia ottenuto questo lavoro perché sono sua figlia e, be’, potrebbe essere vero, ma mi rifiuto di far credere che sia vero, ammesso che abbia senso.» «Ce l’ha.» Mi volto per guardarlo, e il suo sorriso è dannatamente carino. «Com’è che un ragazzo come te è single?» Ride, alzando gli occhi al cielo.

