Deglutisce, ansimando mentre si aggrappa al muro. «Sì. Sto bene. Penso che dovremmo andare da quella parte.» Fa segno davanti a noi inclinando la testa. «Caleb, qual è la vostra posizione?» Le parole di Owen arrivano spezzate e crepitanti. Accanto a me, il respiro di Evan è breve e rapido, mentre continua ad appoggiarsi al muro per sostenersi. Allungo la mano verso la mia radio. «Sesto? Non ne sono neanche più sicuro. Tu dove sei? Il pivello è con te?» Evan cerca di prendere fiato, fa una smorfia e si piega in due, le mani poggiate sulle ginocchia. «Evan è in cattive condizioni. Dobbiamo portarlo fuori di qui.» Sentiamo un altro ruggito ed è solo questione di secondi. Dobbiamo muoverci, ma Evan riesce a malapena a camminare. «Devi muoverti, Caleb. Non aspettarmi.» Il suo volto è segn

