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1293 Parole

Come vigile del fuoco, le scene che affronto sono dei promemoria sul fatto di non essere invincibile. Sono come dei fili che si aggrovigliano nella mia mente. Quando l’intervento è semplice e va tutto bene, sono sottili e quasi trasparenti. Adesso invece sono spessi, pesanti, neri. Usciti dall’ufficio rimaniamo, ognuno con i propri pensieri, nel corridoio antistante. Dopo quella che potrebbe essere un’ora, o un minuto per quello che mi riguarda, il capitano esce e ci parla con il tono di chi vuol far sapere che per noi, per i suoi ragazzi, lui c’è sempre. «Prendetevi tutto il tempo che vi serve. Caleb… sei in congedo retribuito fino a nuovo ordine. Tuo padre è con il cappellano e i tuoi fratelli sono in ospedale. Io andrei lì.» Non faccio la doccia. Mi cambio e mi dirigo a Harborview, d

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