36 Bonetti rientrò all’Interporto pestando sul gas. Qualcosa era andato storto. E la colpa era sua, non di Petronio. Ma cosa gli era saltato in testa? Aveva mollato suo fratello allo sbaraglio dentro quel capannone, come se si fosse trattato di uno dei suoi colleghi con decenni di esperienza. Aveva messo il lavoro davanti a suo fratello. Non sarebbe mai riuscito a perdonarselo. Entrò nel piazzale, parcheggiò accanto all’uscita con l’auto già girata verso la statale, per potersi garantire una fuga veloce nel caso i farabutti avessero tentato di sbarrare il cancello. Scese dall’auto e si precipitò nel magazzino. Petronio era assediato da cinque uomini disposti a semicerchio verso il muro. «Sono qui!», gridò Bonetti. Ma cinque erano davvero troppi. Gli uomini si girarono e lo fissarono.

