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875 Parole

40 Starsene lì non serviva. Petronio osservò un’ultima volta il palazzo. Le luci spente di casa Castrignanò. Patì una fitta. Il senso di colpa lo stava massacrando. Si sentiva la testa dentro un secchio di latta preso a bastonate. Montò sulla bicicletta, attaccò la dinamo del fanale e incominciò a pedalare. Un lamento. Girò la testa. Il cane tentava di seguirlo arrancando sulle tre zampe e un po’. Non era il caso. «Dai, vattene!». Niente da fare. Petronio fece l’atto di tirargli qualcosa: «Fanculo, vai via! Non posso badare anche a te». La bestia s’irrigidì, ma era sveglia e capì in fretta che non c’era pericolo. Con le orecchie rasoterra, avanzò qualche altro passo. Adesso era accanto a lui. Quattro ossa e tre zampe e mezza. Bella coppia, pensò Petronio. Uno squilibrato e un vecc

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