18 «È più grande di me», disse Bonetti. L’aveva letto sulla carta d’identità di Petronio. Aveva un fratello maggiore. Come se il fatto che fosse più grande avesse un qualche significato. Si trattava di un pazzo comparso dal nulla. Che l’aveva condotto a sua volta davanti a quella donna… inclassificabile. Eppure la ferrea razionalità di Bonetti aveva scelto proprio quelle parole “È più grande di me”. Petronio avrebbe dovuto essere più saggio, quindi, e razionale. Come se la vita fosse un’addizione di esperienze nella quale uno più uno dà sempre due. «Maggiore di diciannove mesi, sì. Sua madre… cioè vostra madre», precisò la dottoressa Maurizi, «…a quei tempi stava con un balordo. Ne sapeva niente?». Sua madre? Assennata, religiosa, l’ortodossia fatta a persona, prima di conoscere il pro

