20

553 Parole

20 «Secondo te s’ammazzano?» domandò Vito, sovraeccitato. Angela fissava il vuoto. Non lo sapeva, ma sperava di sì. Una coltellata che fosse qualcosa di più serio delle scaramucce cui suo padre e il suo socio erano approdati fino a quel momento. Angela e Vito erano in camera. Il bastardo li aveva chiusi dentro. Aveva affari da sbrigare e rogne che non poteva digerire. Da un pezzo, il problema era sempre lo stesso: la partita sbagliata di eroina. Erano già morti quattro tossici – poco male, fregava niente a nessuno – ma si era sparsa la voce e quello sì che era un problema. Nemmeno i disperati compravano più la droga da loro. Gli era rimasta quasi tutta sul groppone e dovevano comunque pagarla al grossista, il Bulgaro (che poi era svizzero). Un soprannome che era già un programma. E tu

Lettura gratuita per i nuovi utenti
Scansiona per scaricare l'app
Facebookexpand_more
  • author-avatar
    Scrittore
  • chap_listIndice
  • likeAGGIUNGI