20 «Secondo te s’ammazzano?» domandò Vito, sovraeccitato. Angela fissava il vuoto. Non lo sapeva, ma sperava di sì. Una coltellata che fosse qualcosa di più serio delle scaramucce cui suo padre e il suo socio erano approdati fino a quel momento. Angela e Vito erano in camera. Il bastardo li aveva chiusi dentro. Aveva affari da sbrigare e rogne che non poteva digerire. Da un pezzo, il problema era sempre lo stesso: la partita sbagliata di eroina. Erano già morti quattro tossici – poco male, fregava niente a nessuno – ma si era sparsa la voce e quello sì che era un problema. Nemmeno i disperati compravano più la droga da loro. Gli era rimasta quasi tutta sul groppone e dovevano comunque pagarla al grossista, il Bulgaro (che poi era svizzero). Un soprannome che era già un programma. E tu

