21 «Beh, se io ci metto i ragazzi, voglio il settantacinque per cento», disse suo padre. «Te lo sogni! Siamo nella stessa merda e ti becchi il mio stesso merdoso cinquanta». «E allora ci mettiamo un figlio per uno, stronzo». «Ha figli?», domandò Vito. «Macché», gli rispose Angela. «Ti do il sessanta». «Settantacinque, per rimanere in vita». «Settanta figlio di puttana, non un euro di più». Affare fatto. Angela capì. Suo padre non era poi quel minorato che aveva creduto. Si era preso gioco di lei, del socio… di tutti. Aveva condotto la sua partita restando nell’ombra. Fingendosi vittima. Adesso era tardi per correre ai ripari. E con Vito? Come doveva fare? Era lui, soprattutto, il problema. «Dobbiamo scappare», disse. Ma stavano al quarto piano, dalle finestre era improponibile

