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779 Parole

24 Bonetti imprecò tra i denti. Aveva la pazienza di un santo dipinto, ma non ce la faceva a vedere andare all’aria tutto quello che aveva ottenuto con tante fatiche. Tutti i pensieri ragionevoli con cui si era trastullato nel tragitto in strada, si erano dissolti in un lampo furioso. Petronio. Stravaccato sulla poltroncina con le ruote. I piedi sulla scrivania, la sigaretta a penzoloni tra le labbra e l’aria svogliata e navigata, nell’imitazione di un detective anni Trenta. Lo zigomo pesto per il pugno che l’aveva stordito. Le cicatrici, il naso storto, le croste recenti. Si era levato il cappotto e la cuffia, ma aveva tenuto i guanti di lana senza dita. Indossava un maglione grigio topo, logoro, nel cui foro più grande ci sarebbe passato il pugno di Simona. E non portava i calzini.

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