29 Era uno di quei giorni luminosi, di aria dolce al sole e appuntita all’ombra. Di nuvole cangianti su un cielo blu. Bologna, i fregi dei palazzi, le vecchie pietre, le prospettive dei vicoletti medioevali. Passeggiando per andare al lavoro, sembrava di stare in ferie. Piazza San Martino, il palazzo dell’agenzia. Seduti sul gradino del portone, c’erano una ragazza e un bambino. Lei magrolina, con un grande seno che la felpa verde non riusciva a nascondere. I capelli castani, gli occhi più che scuri, bui. Le gambe lunghe. Sarebbe diventata una splendida donna. Il bambino era moro, vispo e minuto. «Ho finito le sigarette», Petronio si diresse verso la tabaccheria. «Ti aspetto di sopra», gli disse Bonetti. Raggiunse il portone. I ragazzi sempre seduti, lo guardarono dal basso in alto

