XVI.Il castello di Bragelonne. D’Artagnan durante quella scena era restato con gli occhi stralunati e la bocca aperta; aveva riscontrate le cose sì poco conformi alle sue previdenze, che la meraviglia lo aveva istupidito. Athos lo prese per un braccio e lo condusse in giardino. «Mentre ci si allestisce la cena, disse sorridendo, non vi increscerà, mi figuro, di dilucidare questo mistero che vi dà da pensare? «Così è, signor conte», rispose d’Artagnan, il quale a grado a grado aveva sentito riassumersi da Athos l’immensa superiorità su di lui avuta sempre. Athos lo guatò dolcemente. «Prima di tutto, caro d’Artagnan, ei replicò, qui non v’è signor conte. Se vi ho chiamato cavaliere, è stato per presentarvi ai miei commensali e onde sapessero chi siete; ma per voi sono, lo spero, sempre

