LIII.

1812 Parole

LIII.Abboccamento. D’Artagnan in quella mattina era a letto in camera di Porthos. Tale era l’abitudine presa dai due amici dopo le insorte turbolenze; tenevano sotto il capezzale la spada, e sul tavolino, vicinissimo alla mano, le pistole. D’Artagnan dormiva tuttavia, e si sognava che il cielo si cuoprisse di un gran nuvolo giallo, e dal quel nuvolo cadesse una pioggia d’oro, e ch’egli porgesse il cappello sotto una grondaja. Porthos dal canto suo si sognava che lo sportello della sua carrozza non fosse abbastanza largo per contenere le armi e gli stemmi che ei vi faceva dipingere. Gli destò entrambi a sett’ore un servo senza livrea che recava una lettera a d’Artagnan. «Da parte di chi? domandò il Guascone. «Della regina, rispose colui. «Eh? fece Porthos sollevandosi sulle lenzuola,

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