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18 Venerdì 30 marzo ore 8:15 Elena Macchi percorse via San Martino e sbucò in una piazza Cacciatori delle Alpi semideserta. Attraversò la strada immersa nei suoi pensieri, senza badare all’unica auto che sopraggiungeva da via Vetera. Il conducente diede un colpo di clacson al pedone distratto. Il P.M. volse lo sguardo in direzione dell’automobilista, alzando la mano in cenno di scusa. Rimuginava ancora sulla telefonata del padre. In lei si alternavano sentimenti contrastanti e non riusciva a spiegarsi il perché di quell’insolito senso di incertezza che l’aveva pervasa dal momento in cui aveva chiuso la comunicazione. Non le piaceva sentirsi così, era come se all’improvviso si fosse manifestata una parte di sé che si rifiutava di accettare: quella di una donna vulnerabile. Da mercoledì,

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