11. Ai controlli di sicurezza mi chiesero se stavo bene. Dovetti ammettere di essere piena di ansiolitici, perché volare mi faceva paura. Non era vero. Non mi aveva mai fatto paura. Ma ero preoccupata di avere un attacco di panico durante il volo, quindi avevo preferito prevenire. Asher mi spostò da una parte e dall’altra, mi guidò in tutte le fasi. Ero confusa e assonnata. Il mondo era un’idea... approssimativa, in quel momento. In quanto a lui, era taciturno, teso, di uno strano umore. «Dov’è Bill?» chiesi, a un certo punto, non mi ricordo quando. «L’ho lasciato a Cindy». «Potevi lasciarlo... a me». Mi lanciò un’occhiata perplessa. «Come facevo a lasciartelo, visto che venivi anche tu?». «No, intendo... dopo. Quando torno». Sbuffò, irritato. «Guarda che torno anch’io». Non ci

