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Il Mio Caos Sei Tu

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possessivo
amici degli amanti
shifter
playboy
ragazzaccio
dolce
first love
love at the first sight
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seductive
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intro-logo
Trafiletto

Sequel di "Un Bellissimo Caos", la storia continua.

Quando si spengono i riflettori, iniziano le complicazioni.

Hero e Jo vivono una relazione a distanza. Faticheranno a trovare un equilibrio in questa nuova realtà, che minaccerà di allontanarli l'uno dall'altra.

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Prologo
Un mese dalla fine delle riprese per il film, sono cambiate molte cose. Io ed Hero  non viviamo più insieme, nel suo appartamento, ma entrambi siamo tornati nelle nostre rispettive case. Dopo la grande festa di addio abbiamo passato una settimana insieme a Los Angeles, sono stati i giorni più belli con lui, ho riscoperto un Hero cambiato, più maturo e più attento alle mie esigenze. Entrambi, di comune accordo abbiamo deciso di mantenere viva questa relazione, anche se a più di dodici ore di distanza.  E' diventata un' impresa sentirci, per colpa del fuso orario. La mia mattina è la sua notte e viceversa. Quando mi alzo dal letto lui sta per andare a dormire, e così ci sentiamo di rado.  So per certa, che lui si assicurerà sempre che io stia bene. Si preoccupa per me più di quanto faccia io stessa, non andrebbe mai a dormire senza il mio messaggio della buonanotte e non comincerebbe la giornata senza quello del buongiorno.  Mi manca tantissimo e stare lontana da lui mi uccide.  Da bambina non avrei mai immaginato che a ventun'anni avrei trascorso Halloween con la mia migliore amica Jamie nella mia camera da letto. La mia camera da letto. E' diventata un posto insopportabile, ogni volta mi ricorda che sono lontana da lui e ogni volta è la stessa storia.  Non che mi dispiaccia passare la serata con Jamie, ma avrei preferito stare da lui a quest'ora. La settimana prossima fortunatamente ci rivedremo. E' il suo compleanno e mi ha invitata a passarlo con lui. In questi giorni non faccio altro che pensare al suo regalo, sono molto indecisa.  Lo ammetto, comincio a sentirmi un po' sola, anche in compagnia della mia famiglia. Mi ero talmente abituata a vivere con lui, avevamo cominciato a costruire le nostre piccole abitudini, sapevo perfettamente cosa voleva per colazione, pranzo e cena. Sapevo che dovevo cambiargli spazzolino almeno una volta a settimana per una sua stupida fissa. Sapevo che non avrebbe mai indossato una camicia non stirata alla perfezione. Era diventato la mia quotidianità, e io finalmente mi sentivo bene. Insieme affronteremo anche questa, so che lui non mi lascerà mai. «Terra chiama Josephine»   «Jamie non voglio andare a quella stupida festa, ne abbiamo già parlato.» sbuffo. Se Hero sentirebbe i discorsi di Jamie molto probabilmente prenderebbe un volo per Perth domattina.   «Ragazza sai che giorno è oggi? E' Halloween maledizione e non ho intenzione di passarlo chiusa in una stanza» ripete. Ha ragione non posso obbligarla a passare Halloween con me se non vuole. Non voglio essere di peso. Ma ogni notte aspetto che Hero si svegli per sentire la sua voce, e parlare un po' con lui. E questa notte non fa alcuna differenza per me.  «Non posso Jamie, lo sai.»  «Ti prego.»  mi supplica in ginocchio e imbroncia il labbro inferiore. Da piccole ha sempre ottenuto tutto ciò che voleva con quella mossa. Ma adesso non ci riuscirà. Sono un muro incrollabile. «Ti giuro sono disposta a pagarti pur di farti andare a quella stupida festa senza di me.»  dico sfinita. «Mi sembra un'ottima idea.» esclama. Istintivamente le lancio un cuscino per gioco e la prendo in pieno. Finiamo per innescare una vera e propria lotta di cuscini tanto che non mi accorgo di aver riempito la moquette di piume bianche. Se non puliamo mia madre ci ucciderà. Ultimamente trova ogni pretesto per attaccarmi, e questo potrebbe essere un buon pretesto, decisamente.  Mentre cerco di pulire, non posso evitare di stare male al pensiero di quello che mi sono lasciata alle spalle e, sopratutto, della persona che mi sono lasciata alle spalle e vengo di nuovo travolta dalla malinconia. Avrei potuto impedirlo, avrei potuto impegnarmi di più alla ricerca di un appartamento fattibile per entrambi, ma Hero e io sapevamo benissimo che non era affatto semplice. E' stata una decisione molto difficile, per entrambi e, ho versato molte lacrime, ma, alla fine, abbiamo capito che era ora di costruire il resto della nostra vita insieme, anche se ciò significava stare lontani per un po'. Quando siamo andati a vivere insieme, molte persone, in particolare i nostri genitori e familiari, hanno insinuato che il nostro rapporto non fosse sano e che ci servisse del tempo lontani per poter essere noi stessi.  Noi invece abbiamo dimostrato che si sbagliavano perché ora, malgrado la centinaia o più di chilometri che ci separano, non mi lascio affliggere dalle insicurezze o dalle preoccupazioni, e so che per Hero è lo stesso... spero. Riusciremo a far funzionare le cose. Anche se non potrò vederlo quando voglio, non potrò toccarlo e sentire la sua pelle sotto le dita ogni volta che mi va, non potrò guardarlo negli occhi e perdermi nelle sue adorabili fossette quando sorride, non potrò infilare le mani tra i suoi capelli, non potrò stringermi tra le sue braccia e sentirmi al sicuro, non potrò sentire le sue labbra sulle mie... e il solo pensiero è devastante, ma ce la faremo.

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